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M5s, nuovi dissidenti. Bartelle: «Non sono io la regista degli attacchi»

Il responsabile comunicazione resta al suo posto. Altre firme contro il «fango», possibili espulsioni

VENEZIA «Tornare in fretta alla normalità». È questo l’ordine (la speranza?) dei vertici del Movimento Cinque Stelle, decisi a chiudere in fretta la vicenda dell’invito ai candidati a scovare «nefandezze» e «foto imbarazzanti» dei loro avversari, dopo quattro giorni di graticola. C’è una campagna elettorale lampo da organizzare ed è bene concentrarsi su quella, è il messaggio, ma la vicenda potrebbe non chiudersi qui, anche se la piega minacciata non è esattamente quella che qualcuno si attendeva. A finire nei guai, infatti, potrebbero essere i dissidenti che hanno reso pubblica la chat interna e quelli che l’hanno cavalcata su giornali e social, colpevoli di aver arrecato un danno enorme al Movimento in una fase delicata qual è la vigilia del voto. Post e chat sono sotto la lente e non sono esclusi provvedimenti in futuro, quando le acque si saranno calmate.