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BOLOGNA - «Noi stiamo molto bene anche senza i rifiuti di Roma, se ritengono di dover far da soli facciano pure, non c’è problema». Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, torna così sul tema dello smaltimento dell’immondizia della Capitale, dopo la richiesta di aiuto attraverso la Regione Lazio e poi il dietrofront dell’amministrazione guidata da Virginia Raggi. Bonaccini, a margine dell’anniversario del Tricolore a Reggio Emilia, ha spiegato di aver accolto l’invito a ricevere i rifiuti perché «ci sentiamo italiani prima che emiliano-romagnoli. L’immagine - ha ribadito - di una capitale coi sacchetti di spazzatura in strada non fa bene a Roma e all’immagine del Paese. Ci hanno chiesto una mano, ci siamo resi disponibili. Se quella mano non serve più noi continueremo a fare le cose che facciamo tutti i giorni. Leggevo che forse li portano in Abruzzo e in Toscana, è chiaro che non cambia l’assunto».

A monte del `dietrofront´ di Roma sulla richiesta di smaltimento dei rifiuti all’Emilia-Romagna c’è «il timore» per il fatto che «un’amministrazione a guida Pd e centrosinistra come l’Emilia-Romagna dia una mano a un’amministrazione come la città di Roma a guida M5S possa essere una gaffe». Così il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha risposto ad una domanda sui motivi che hanno portato la Capitale a valutare altre destinazioni per propri rifiuti, dopo una prima richiesta di aiuto. «In realtà - ha detto Bonaccini a Reggio Emilia - se fosse questo il motivo commettono un errore. Primo, perché le istituzioni non sono di una parte: ognuno di noi può essere parte di qualche cosa, ma quando sei a capo di un’istituzione rappresenti tutti i cittadini» e le istituzioni «vanno messe persino al riparo dalla propaganda di parte». Secondo, ha proseguito Bonaccini, «se davvero li portassero in Abruzzo e Toscana non cambierebbe la questione».