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M5S: "Undici motivi per commissariare la Regione" - I consiglieri regionali pentastellati scrivono a Gentiloni

''Sono ben 11 gravi negligenze contabili che vedono la Regione Abruzzo operare contro i principi di legalità. Una condizione non più tollerabile su cui viene chiamato in causa direttamente il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni per chiedere, tramite missiva formale, il commissariamento del Governo D'Alfonso e salvare l'Abruzzo dall'inefficienza che sta devastando la Regione''.

A firmare la richiesta è il gruppo del M5S in Regione Abruzzo che si appella all'articolo 120, comma secondo della Costituzione Italiana chiedendo che il Presidente Gentiloni si sostituisca agli organi di Regione Abruzzo, stante il mancato rispetto di norme e in tutela dell'unità economica. "Sembra di rivivere gli anni precedenti al commissariamento della sanità causata da Del Turco. Non hanno imparato nulla" dicono i cinque consiglieri M5S Marcozzi, Mercante, Pettinari, Ranieri e Smargiassi "Per questa ragione, abbiamo deciso di investire del gravoso problema direttamente la Presidenza del Consiglio dei Ministri".

"Numerose delibere della Corte dei Conti e le sentenze della Corte Costituzionale - sottolineano i consiglieri regionali pentastellati nel comunicato diramato al termine della conferenza stampa - hanno tentato, invano, di riportare la legalità nell’operato di Regione in Abruzzo in materia di contabilità. A oggi, infatti, Regione Abruzzo persevera nei seguenti comportamenti contabili, definiti dalla stessa magistratura:
1. Parziale mancata adozione delle misure consequenziali alla parifica del rendiconto dell’esercizio 2012;
2. Dichiarazione di illegittimità costituzionale parziale del rendiconto 2013 giusta sentenza n. 89/2017 della Corte Costituzionale;
3. Mancata approvazione da parte del Consiglio Regionale del rendiconto 2014;
4. Mancata definizione dell’esatto ammontare dei residui al 31.12.2015 e del riaccertamento straordinario degli stessi all’1.1.2016;
5. Mancata adozione da parte della Giunta regionale del rendiconto 2015;
6. Mancata adozione da parte della Giunta regionale del rendiconto 2016;
7. Mancato utilizzo dell’istituto di assestamento dei bilanci di previsione per gli esercizi 2014, 2015, 2016 e 2017;
8. Mancata esatta definizione del saldo netto da finanziare e del disavanzo effettivo di gestione e, di conseguenza, mancata adozione del Piano di Rientro nei termini previsti dalla normativa (decreto legislativo n.118/2011);
9. Mancata conseguente iscrizione, nel bilancio di previsione del 2017, del disavanzo effettivo di gestione, risultante da procedure certe e definitive;
10. Violazione reiterata per la mancata parifica da parte della Sezione di Controllo della Corte dei Conti, come da dispositivo di cui all’articolo 1, comma 5, del decreto legge 10 Ottobre 2012, n.174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 Dicembre 2012, n.213;
11. Mancata rivisitazione delle norme regionali e mancato adeguamento dell’ordinamento contabile regionale a quanto previsto dal decreto legge 10 Ottobre 2012, n.174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 Dicembre 2012, n.213".

Secondo i 5 Stelle, "siamo il peggior modello d’Italia. Nessun Governo regionale ha operato peggio di quello di Luciano D’Alfonso che, seguendo il cattivo modello ereditato dal precedente esecutivo di centro-destra guidato da Gianni Chiodi, ha fatto sprofondare l’Abruzzo in questa grave condizione di incertezza e instabilità".