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Rifiuti, la ricetta del M5s «Porta a porta mattutino nelle zone della movida»

I consiglieri comunali 5 Stelle in risposta all’editoriale di domenica sulla Gazzetta «Tariffe puntuali con il microchip». E sulle piazze: «Mai più incarichi a Magnani»

Pubblichiamo di seguito la risposta del M5s all’editoriale del direttore, Stefano Scansani, intitolato “Porta a porta, pilomat e piazze: l’idea di città di Pd, Lega e M5s”, pubblicato domenica sulla Gazzetta. Per rendere maggiormente fruibile ai nostri lettori la risposta, abbiamo separato i vari argomenti su tre distinti articoli.

Gentile direttore Scansani, dopo aver letto il suo fondo domenicale, ben volentieri rispondiamo alla sua sollecitazione che ci permette di ricordare ai suoi lettori oltre 12 anni di proposte e battaglie pubbliche del M5s e del Meet Up Grilli Reggiani. Proposte e battaglie per la città sui temi da lei elencati che il giornale da lei diretto ha tra l’altro pubblicato sotto le diverse direzioni che si sono succedute. Proposte che indicano chiaramente già una idea di Reggio che il nostro movimento persegue con coerenza da anni, coniugando innovazione, sicurezza, salute, ambiente, partecipazione attiva comunitaria, cultura. Eccone un breve riassunto solo su alcuni temi (altri temi come l’acqua pubblica e la trasparenza delle partecipate o la lotta alle infiltrazioni mafiose meritano capitoli interi). Noterà che negli ultimi tempi la Giunta Vecchi ha cercato di copiarci (parzialmente e male il più delle volte). Come si usa dire: se devo copiare un'idea, meglio l’originale. Reggio è tempo di cambiare veramente!

RACCOLTA PORTA A PORTA: RIFIUTI ZERO Tra marzo 2006 e inizio 2007, il Meet Up Grilli Reggiani insieme ai Comitati Salute e Ambiente raccolse 12mila firme in città a favore dell’estensione della raccolta porta a porta su 5 tipologie di rifiuti con tariffa puntuale (non sulle 2 secco-umido come attuato in gran parte della città). Sono note la nostra battaglia per Rifiuti Zero, spegnere l’inceneritore di Cavazzoli, non realizzare il forno a Gavassa e puntare su alternative (poi abbandonate dalla giunta pensiamo alla “Fabbrica dei Materiali”). Sin dal nostro ingresso in consiglio comunale nel 2009 abbiamo proposto e rilanciato questo tema e pensiamo che si debba andare verso una raccolta domiciliare su tutte e 5 le frazioni (come già avviene in alcune frazioni e zone della città) con tariffa puntuale attraverso chip elettronico. La fanno su 5 frazioni a Milano, Parma, Treviso, Novara, Torino (in estensione), Roma (in estensione entro fine anno, saranno 500mila romani nei Municipi X e VI), Salerno solo per citare grandi e medie città italiane. Non ci riusciamo a Reggio Emilia. Sul centro storico difendiamo la raccolta porta a porta per la “zona movida” di piazza Fontanesi abbiamo proposto di studiare un modello con “piazzole mobili” (funziona benissimo da un anno a questa parte nel quartiere ebraico di Roma) dove i residenti della zona consegnano i bidoncini la mattina, anziché la sera in mezzo ai tavolini dei ristoranti. Sull’impiantistica diciamo sì ad un impianto di compostaggio “km zero” su base provinciale (magari da realizzare nell’esistente area industriale di Mancasale) e no alla follia del mega impianto “km 100” di Gavassa, con rifiuti umidi che viaggeranno tramite inquinanti camion diesel per oltre 100 chilometri dalle province di Piacenza e Parma verso Reggio, per poi tornare altrove una volta diventati compost.Tutto per un ben poco ambientale e molto finanziario gioco d’incentivi pubblici, che favoriscono la soluzione mega-impianto.

PIAZZE: NO SPRECHI, Sì PARTECIPAZIONE Già nella consigliatura 2009-2014 come in questa , ci siamo battuti contro lo scempio di Park Vittoria con esposti, atti in consiglio comunale, richieste accesso agli atti per la trasparenza, una raccolta firme insieme ai comitati sottoscritta da 10mila cittadini. Lo stesso abbiamo fatto sulla fontana del Valli e su oscenità architettoniche come il “bunker” di porta Santo Stefano. Su quest’ultimo luogo, andrebbe fatto un concorso di idee per coprire in maniera “low cost” ed ecologica con aiuto di privati tale oscenità voluta dall’architetto Magnani e dall’assessore Spadoni. I bunker non ricordano le nostre antiche mura, bensì i bunker nazisti del Vallo Atlantico in Normandia, lo denunciavamo nel 2009. Mentre come pubblicamente esplicitato visti i costi di manutenzione abnormi sulla fontana del Valli emersi grazie a nostri atti, andrebbe fatta un’analisi costi-benefici per vedere se è possibile far rinascere l’antica e amata fontana. Sui progetti del cosiddetto “tragitto estense”, ne condividiamo lo spirito, ma ci siamo mossi immediatamente per denunciare la mancanza di partecipazione nella progettualità, così come abbiamo fatto nostre le osservazioni dell’architetto Manenti Valli sullo scempio che sta per essere compiuto ai Chiostri di San Pietro, interessando Commissioni consigliari, Ministero e Soprintendenza.

Quello che proponiamo, come testimonia la serata promossa proprio sul tema due settimane fa al “Catomes Tot” e quella precedente sull’identità perduta di Reggio ai Chiostri della Ghiara, è la richiesta sempre maggiore da parte dei cittadini attivi di partecipare attivamente in progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana. A tal proposito era il 2014 quando proponemmo il progetto di far rinascere sia il Mauriziano che il parco ducale della Reggia di Rivalta, che rappresenterebbe un volano per il nostro turismo, collegandolo adeguatamente pacchetti ben definiti anche con la Mediopadana. Come non ricordare poi la nostra azione a livello culturale per promuovere al meglio oltre Reggio Emilia, l’innovativo progetto “Reggio Romana in 3 D” ospitato nei nostri Musei? Dalla giuntail nulla. Sicuramente con una amministrazione 5 stelle l’architetto Magnani, padrone assoluto dei progetti non partecipati delle giunte Delrio-Vecchi, non si vedrà rinnovato il contratto fiduciario a scadenza. La città merita ben altro. —

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