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Bufera al San Martino: "Gara per pochi intimi". Esposto in procura del M5s

Nel paese in cui concorso è sinonimo di assalto, folla, viaggi della speranza da una parte all'altra dell'Italia, non può che sorprendere che alla selezione per un posto pubblico per uno stipendio annuo da 44.000 euro + Iva partecipino solo due persone. Anzi, al colloquio, a volerla dire tutta, si è presentato un solo concorrente che, guarda un po', ha vinto.
Il fatto è che l'altro aspirante non si è presentato non perché nel frattempo avesse trovato un altro lavoro, ma solo perché, così spiega a
Repubblica : "Nessuno mi ha avvisato".
La vicenda, che oggi sarà anche oggetto di un esposto in procura del M5s, riguarda la procedura di selezione per il ruolo di adibito stampa del San Martino, uno degli ospedali più grandi di Europa.
Il posto è andato a Pietro Pisano giornalista che in passato ha lavorato soprattutto negli uffici stampa delle società di calcio (Genova, Inter, Verona). La sua nomina era passata quasi inosservata anche perché prima del bando lo stesso Pisano era stato selezionato per ricoprire l’incarico per un periodo di due mesi. Pochi giorni fa l’Associazione Ligure dei Giornalisti (Alg), il sindacato di categoria, approfondita la questione ha scritto una lettera al presidente della Regione Giovanni Toti e all’assessora alla sanità Sonia Viale contestando “l’opacità” della selezione di un “bando per pochi intimi”.
“Stigmatizziamo – si legge nel comunicato - questo risultato, frutto della scarsa pubblicità data al bando di selezione, apparso solo sul sito del “San Martino- Ist”, tanto da suscitare più di un interrogativo”. Basti dire che a febbraio, la ricerca di un adibito stampa da parte dell’Asl di La Spezia ha registrato la partecipazione di 60 giornalisti, per uno stipendio assai inferiore, di 18 mila euro annui.
Ma i giochi al San Martino potrebbero non essere chiusi. Pasquale Violi, giornalista freelance calabrese, l’altro concorrente, sta infatti valutando in queste ore un eventuale ricorso al Tar. Strada che potrebbero in teoria percorrere anche lo stesso sindacato e l’Ordine dei Giornalisti.
Aldilà del rispetto o meno della forma qualche cosa non deve aver funzionato dal punto di vista della pubblicità e dell’informazione (sembra un paradosso), se una sola persona in tutta Italia ha saputo del concorso, a parte Pisano che già ricopriva l’incarico.
Il bando ha avuto un decorso ultrarapido visto che è stato deciso il 24 aprile con scadenza il 9 maggio e il 26 Pisano veniva assunto. Nessuno a Genova, in Liguria ma anche nelle altre regioni ne era a conoscenza nonostante le decine di giornalisti disoccupati o precari. “Ma noi il 26 aprile informammo l’Ordine dei giornalisti con una mail e il 16 pubblicammo sul sito al delibera con i nomi degli ammessi, cioè due. Abbiamo seguito perfettamente le norme” risponde Giovanni La Valle, direttore sanitario del San Martino che aggiunge ”Sono state seguite le procedure standard utilizzate abitualmente per la selezione del personale, con la specifica tipologia di incarico libero professionale”.
Pasquale Violi dal canto suo spiega: “Visti i tempi ristretti del bando, se per cause di forza maggiore una persona non è connessa perde i diritti? Credo che una qualche altra forma di comunicazione dovesse essere prevista. Per me quel posto significava dare una svolta alla mia vita”. Altre pubbliche amministrazioni non si accontentano della bacheca informatica ma per evitare contestazioni avvisano gli aspiranti con raccomandate postali o via mail attraverso le “pec”, le caselle certificate. Non può non stupire poi la circostanza che il concorso del San Martino sia sfuggito ai purtroppo numerosissimi giornalisti che negli ultimi anni hanno perso il posto di lavoro (Corriere Mercantile, Telecittà, Telegenova e altri ancora) e sono disoccupati o sopravvivono con collaborazioni precarie. E, infatti, quando venne fatta la selezione per ricoprire l’incarico per due mesi in attesa del bando, furono più di cento le domande pervenute. La maggior parte di loro attendeva con ansia la pubblicazione del bando. E molti di loro avevano esperienze professionali alle spalle con le quali sicuramente si sarebbero “giocati” il posto alla pari con chi poi lo ha ottenuto in solitaria.
Il caso sollevato dall’Alg ha fatto registrare ieri pomeriggiola dura presa di posizione del M5s che, attraverso la sua portavoce in consiglio regionale Alice Salvatore annuncia: ”Siamo di fronte a un caso di possibile favoritismo che potrebbe mettere il dito nella piaga su un uso spregiudicato e personalistico di risorse e incarichi pubblici. Domani depositiamo un esposto alla Procura della Repubblica per far luce sul caso e verificare eventuali condotte illegittime da parte dei dirigenti sanitari e di Toti.”