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Ballottaggi, il Movimento 5 Stelle gongola: prese le roccaforti rosse Carrara e Fabriano

I pentastellati, fuori dalle competizioni principali, gareggiavano per il secondo turno in dieci comuni e vincono in otto di questi, ma escono sconfitti nell'unico capoluogo di provincia: Asti. Alle comunali del 2016 avevano vinto in 19 casi su 20 ai ballottaggi

Dieci comuni per cercare di contare qualche cosa a livello locale. La sfida del Movimento 5 Stelle, dopo un primo turno delle comunali che li ha visti esclusi da tutte le gare più importanti , si è concentrata sui pochi municipi in cui i candidati a 5 Stelle sono riusciti a conquistare l'approdo al secondo turno. E proprio da qui arrivano vittorie simbolicamente rilevanti, come la conquista dei comuni di Carrara e Fabriano, tradizionalmente roccaforti della sinistra. Niente da fare invece per i grillini di Asti, unico capoluogo di provincia in cui avevano raggiunto, per uno scarto di voti minimo, il ballottaggio, ma che è rimasto in mano al centrodestra. Ad essere felice per il risultato è anche Luigi Di Maio, uno dei big 5 Stelle, che su Twitter scrive: «Con 8 ballottaggi vinti su 10 siamo a 45 sindaci 5 Stelle: una crescita di oltre il 20%. Auguri a tutti!»

L'effetto "ballottaggi"
Il dato generale del secondo turno per i 5 Stelle, poco rilevante a livello nazionale, è utile per testare l'attrattività dei grillini in quei ballottaggi che tradizionalmente hanno sempre sorriso loro: nelle comunali del 2016, ad modello, i pentastellati vinsero in 19 dei 20 comuni in cui erano arrivati al secondo turno, tra cui Roma e Torino. Ecco come è andata invece nel 2017.