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Ecco come l’hacker Rogue0 ha colpito (di nuovo) il M5S

Ecco come l’hacker Rogue0 ha colpito (di nuovo) il M5S

Nuovo cyber attacco ai danni dei pentastellati e della loro piattaforma Rousseau. Il responsabile – lo ha scritto egli stesso su Twitter – sarebbe ancora una volta Rougue0 (@r0gue_0), l’hacker che già aveva colpito il M5S ad agosto, e non Evariste Galois, il “white hat” (hacker “buono”) perquisito ieri e che aveva invece denunciato alcune vulnerabilità nel sistema. Secondo i vertici del Movimento 5 Stelle, gli hacker che hanno rubato i dati lo scorso agosto sarebbero stati pagati “a peso d’oro” perché bisogna mettere in conto anche la possibilità di essere indagati e condannati”.

Secondo la riedificazione di alcuni esperti, nella notte Rogue0 sarebbe riuscito a sottrarre alcuni dati appartenenti a Davide Casaleggio in persona tra i quali numero di cellulare, di patente, codice fiscale, email e password. Poi li avrebbe pubblicati collegandosi al forum del Movimento 5 Stelle con le credenziali di Davide Casaleggio allegandole al post in cui il figlio di Gianroberto auspicava che si scoprissero i “mandanti” degli attacchi hacker ai pentastellati. Sentiti dall’Adnkronos, i vertici di M5s hanno sottolineato ancora una volta la persuasione che si tratti di un attacco politico ai loro danni. “Si tratta chiaramente di professionisti – è il ragionamento che rimbalza tra Roma e Milano, dove ha sede la Casaleggio Associati, quartier generale grillino – la prova è il fatto che finora la polizia ha beccato solo uno degli hacker, Evariste Galois, mentre l’altro hacker, o meglio collettivo di hacker, chiamato R0gue_0 ha al momento fatto perdere le sue tracce. Questi hacker si fanno pagare a peso d’oro per le loro professionalità. Basta chiedere in giro, parliamo di cifre a 4 zeri al mese minimo, perché bisogna mettere in conto anche la possibilità di essere indagati e condannati”.

“Servono infrastrutture informatiche potenti (server, pc, uffici, connessione criptata) che necessitano di investimenti economici importanti” per portare avanti attacchi informatici come quelli subiti dal Movimento, spiegano ancora i vertici. “Quindi è ovvio che gli hacker che hanno attaccato Rousseau sono stati finanziati da qualcuno che aveva interessi politici. La mailing list di oltre 150.000 iscritti verificati – fanno notare i vertici grillini richiamando il caso di hackeraggio subito l’estate scorsa – sul mercato ha un valore di decine di migliaia di euro, invece gli hacker di Rousseau l’hanno svenduto a meno di un bitcoin. Questo prova che qualcuno li aveva già pagati”, è persuasione dei 5 Stelle.

Lo scorso agosto la piattaforma del Movimento 5 Stelle aveva subito due attacchi, uno da parte di un cosiddetto “white hat”, ossia un hacker buono, che si era introdotto su Rousseau senza danneggiarla né trfugando dati sensibili, ma segnalando alla Casaleggio Associati le vulnerabilità del sistema perché venissero risolte. Successivamnte, però, l’hacker @r0gue_0 aveva nuovamente bucato il sito sottraendo questa volta una serie di dati tra cui le informazioni personali di tutti gli iscritti e informazioni sulle donazioni fatte al Movimento. L’hacker buono Evariste Galois è stato identificato ieri dalla Polizia Postale, alla quale ha riferito che dietro alla sua azioen non si celava neppure uno copo politico.

Nella giornata di ieri anche il Partito democratico di Firenze aveva subito un attacco da parte del gruppo AnonPlus, riuscendo a ricavarne un file excel con l’elenco di tutti gli iscritti, con i loro indirizzi e i numeri di telefono, compreso quello dell’ex presidente del Consiglio e segretario dei dem Matteo Renzi. Da parte di M5S era arrivato un mesaggio di solidarietà pubblicato sul Blog delle Stelle. “Il sito del Partito Democratico di Firenze è stato violato da alcuni hacker e sono stati pubblicati i dati di tutti gli utenti, compresi quelli del segretario Matteo Renzi – si legge -. Esprimiamo solidarietà per il crimine subito e ci auguriamo che la polizia postale faccia chiarezza. Speriamo che a questo punto tutti comprendano che gli attacchi hacker non sono causati da burloni che si divertono a bucare i siti, ma da criminali”.