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Piazza (M5S): «Una crisi sconsiderata e folle»

«Questo è il tempo dei costruttori». Nel suo discorso di fine 2020 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto fare un richiamo netto a un tale senso di responsabilità da parte del mondo della politica. Eppure il duello tra il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il leader di Italia viva, Matteo Renzi, sembra andare nella direzione opposta.

«Una crisi sconsiderata e folle persino in tempi normali. A maggior ragione in tempi di pandemia». Sono le parole di Marco Piazza, consigliere comunale di Bologna del Movimento 5 Stelle, che non può fare a meno di ricordare come in questo momento i cittadini italiani abbiano «bisogno di una classe dirigente e politica in grado di rimboccarsi le maniche e di lavorare per il bene del Paese. Aprire una crisi di Governo adesso, per altro per motivi personalistici lontani dall’interesse pubblico, è quanto mai sbagliato».

«Se Renzi si sfila, impossibile un nuovo esecutivo con Italia viva». Se, da una parte, queste sono state le parole del premier Giuseppe Conte, dall’altra Beppe Grillo ha voluto rilanciare sul proprio profilo Facebook la lettera aperta a tutti i partiti scritta dal deputato del Movimento, Giorgio Trizzino: «Non può vivere in questo momento una distinzione tra maggioranza e opposizione, perché tutti i rappresentanti del popolo devono contribuire uniti a sostenere il Paese. Stiliamo insieme un patto tra tutti i partiti e lavoriamo per la ricerca di un obiettivo condiviso». Da parte sua, però, il pentastellato bolognese Piazza ha aggiunto come la politica debba essere fatta di «scelte strategiche per condurre, in modo competente, il Paese nella direzione giusta». Le opzioni, a suo avviso, sembrano essere due: o «andare avanti così, o tornare alle urne». Ma ha ribadito: «Chi è oggi al Governo non dovrebbe pensare a crisi inopportune ed estranee alle necessità dell’Italia».

Al di là della possibilità di trovare sufficienti “Responsabili” pronti a sostenere il premier Conte, Piazza ha voluto sottolineare l’importanza, a suo avviso, di garantire un reale lavoro dell’esecutivo: l’alternativa, dunque, non deve essere quella di trovare, a tutti i costi, «numeri che rendano però impossibile la governabilità, con eccessive pretese». A quel punto sarebbe meglio «tornare al voto e garantire una maggioranza salda al Paese». 

In gioco, del resto, ci sono anche i fondi provenienti dall’Europa: al 15 febbraio è fissato il termine ultimo per inviare alla Commissione europea il Recovery plan, approvato dal Consiglio dei ministri con l’privazione delle due ministre di Iv nella serata di martedì. Lo stesso ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha parlato di una scelta folle, quella di «mettere Conte in discussione» e, di conseguenza, a azzardo i 209 miliardi destinati al nostro Paese. Una grande opportunità anche per il consigliere Piazza, «un’occasione storica» a testimonianza di un'Europa capace di «reagire in maniera nuova di fronte a una crisi epocale» e che, pertanto, non è possibile lasciarsi sfuggire. Le scadenze, nell’interesse collettivo, «devono essere rispettate».  

Fondi che, a livello territoriale, potrebbero essere investiti in primis sull’ambiente, proprio come proposto dalla consigliera regionale M5S, Silvia Piccinini: «Sarebbe bene mettere in campo delle azioni congiunte tra regioni del bacino padano e Governo proprio per far fronte, ad modello, all’violazione del Pm10 giornaliero. Questo, ovviamente, ha dei risvolti di carattere sanitario, non è cioè solo una questione economica. C’è poi l’violazione degli ossidi di azoto, che rientra sempre nel discorso relativo alla qualità dell’aria».

E, in occasione della firma del Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile, anche il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha auspicato una rapida conclusione della crisi di Governo per poter «continuare a lavorare». Ha poi aggiunto la persuasione di un coinvolgimento dei territori nel Recovery «a partire da un ruolo da protagoniste delle Città metropolitane».