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Torino, M5S contro la Questura dopo gli scontri durante i controlli per la movida

Torino - E’ un attacco frontale, quello che il Movimento 5 Stelle rivolge contro il Questore di Torino Angelo Sanna. Per certi versi non sorprende, vista la natura «movimentista» del corpo grillino torinese; la differenza è che da un anno i Cinquestelle sono diventati istituzione, governano la Città e finora l’hanno fatto con un approccio di concordia istituzionale. E allora diventa un caso la richiesta di comunicazioni avanzata alla sindaca Appendino dal suo stesso partito. Va da sé che non è lei l’obiettivo della polemica, che la nota dei consiglieri grillini esplicita apertamente: «Quanto accaduto ieri sera in piazza Santa Giulia è sconcertante. Proviamo estrema preoccupazione per tutti quei cittadini che, trascorrendo una normale serata in piazza, si sono trovati in un’escalation di tensione e violenza. La legalità deve essere rispettata sempre e da tutti, ma la repressione che abbiamo visto ieri sera non può che rendere doverosa una profonda riflessione sulla gestione dell’ordine pubblico attualmente presente nella città di Torino».

Le opinioni dei grillini No Tav
Ancora più dura la posizione del senatore Marco Scibona e della consigliera regionale Francesca Frediani, entrambi valsusini ed entrambi organici al movimento No Tav. «Ieri sera a Torino sono state superate le forme ordinarie di gestione dell’ordine pubblico. Un’operazione decisa autonomamente dal Questore in un’ora nella quale non vi era alcun problema di ordine pubblico da sedare attraverso un tale imponente spiegamento di forze. Condanniamo l’uso indiscriminato della forza da parte della Polizia. Gli avventori dei locali, se in violazione di un provvedimento amministrativo, dovrebbero ricevere una multa. Non una manganellata».

Il silenzio della sindaca e l’affondo di Fassino
Chiara Appendino invece non parla. Nessun commento. Lo fa invece Roberto Finardi, neo assessore alla Sicurezza: «È intollerabile che dei controlli predisposti dalla Questura trovino resistenza violenta da una parte della cittadinanza, ma anche che sfocino in disordini, coinvolgendo, peraltro, pure persone che stavano trascorrendo una normale serata all’aperto e i gestori degli esercizi commerciali».

Parte all’attacco invece l’ex sindaco Piero Fassino: «Temo si stia mettendo in discussione l’idea stessa di una città vivace. Torino non merita questo. Stiamo assistendo a un veloce peggioramento del clima in città», dice Fassino secondo cui l’ordinanza antimovida «è stata scritta male e in fretta e furia più per coprire la disastrosa gestione di piazza San Carlo che per dare regole alla movida». Sulla stessa linea il capogruppo del Pd in Comune Stefano Lo Russo: «Torino è fuori controllo. È completamente sparita la politica cittadina dai processi di governo del territorio e questi sono i risultati. Ordinanze sbagliate e inapplicabili e confusione totale a Palazzo Civico sul tema della sicurezza. Un annebbiamento che sta esponendo ad un grave azzardo i cittadini e le forze dell’ordine e compromettendo la qualità della vita e anche l’immagine nazionale ed internazionale della Città».

I mediatori in piazza
In piazza Santa Giulia c’è chi ha provato a fare da mediatore, evitando che la condizione degenerasse ulteriormente e ci fossero altre cariche. Il giorno dopo, il consigliere regionale di Sinistra Italiana Marco Grimaldi, con il segretario provinciale Andrea Aimar, fa una riflessione amara: «C’è qualche cosa di molto inquietante. Cosa c’entrano i poliziotti in assestamento antisommossa con il rispetto di una ordinanza? Non basterebbero controlli della polizia municipale sui venditori abusivi e sugli esercizi sottoposti alle restrizioni? Sono giustificabili i controlli a tappeto sui consumatori effettuati con una tenuta e dei metodi che non possono che generare paura e inquietudine nelle persone? In questa condizione, per quanto le cariche indiscriminate in mezzo alla “movida” siano intollerabili, non abbiamo alcuna intenzione di prendercela con dei singoli agenti chiamati a svolgere il solito ingrato compito, e troviamo ancora più grave che le scelte sbagliate di sicurezza e gestione amministrativa di questi fatti si siano scaricate su gente inerme e cittadini che vorrebbero vivere in pace e sicurezza i propri spazi e il proprio tempo libero».

Le altre forze politiche
La Lega Nord si spinge fino a chiedere le dimissioni di Appendino. «Quello accaduto ieri sera in piazza Santa Giulia è intollerabile, Torino ormai è una città allo sbando in mano a chiunque decida di alzare la voce. I centri sociali sono diventati padroni delle piazza e difensori dell’abusivismo e la responsabilità di tutto ciò si deve esclusivamente al sindaco Appendino che ha da prima sbagliato a fare un’ordinanza anti movida folle e poi sempre tollerato le loro azioni delinquenziali», denuncia il capogruppo in Comune Fabrizio Ricca. Osvaldo Napoli di Forza Italia mette nel mirino l’ordinanza anti alcol da asporto della sindaca: «È una reazione emotiva ai gravi fatti avvenuti in piazza San Carlo. Una reazione emotiva però non è il metro giusto per amministrare una città vitale e complessa come Torino. L’ordinanza rischia di danneggiare solo il commercio regolare. Abbiamo l’abitudine di chiudere la stalla quando sono già usciti i buoi». Per Silvio Magliano dei Moderati «la mia totale solidarietà va alle Forze dell’Ordine, chiamate a difendere un’ordinanza decisa in maniera autonoma e arbitraria e, alla faccia della retorica della partecipazione, mai discussa con quella parte buona e onesta di operatori che fanno il loro lavoro, nei quartieri della movida, in maniera rispettosa delle regole e della convivenza con i residenti». Durissimo Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia: «Un semplice controllo contro i venditori abusivi di alcolici in piazza si è trasformato in guerriglia urbana, con gli autonomi di Askatasuna a fronteggiare la celere tra i dehor. In tanti anni non abbiamo mai assistito a una simile aggressiva e spudorata arroganza da parte degli antagonisti torinesi e per chi, come noi, contrasta questi delinquenti da sempre, la spiegazione è molto semplice».

I commercianti
Gli esercenti e i gestori dei locali sono i veri danneggiati dalla notte di tensione in Vanchiglia. «Gli interventi di ieri sera, lungi dal colpire l’abusivismo, abbiano avuto come unico effetto quello di spaventare la clientela e di danneggiare le attività commerciali - di vendita e di somministrazione - che operano con regolare licenza», dice il presidente di Confesercenti Giancarlo Banchieri. «La necessità di rispettare e far rispettare la legge è fuori discussione, come anche la nostra solidarietà ai poliziotti colpiti. Ci chiediamo, però, se le modalità scelte siano le più efficaci o se, al contrario, non rischino di lasciare spazio a chi ha interesse a provocare e a strumentalizzare». E la presidente di Ascom Maria Luisa Coppa: «Abbiamo sollecitato la lotta all’abusivismo e rimaniamo convinti che sia essenziale per i fini della quiete e dell’ordine pubblico. Le modalità vanno considerate con attenzione. Il nostro auspicio è che un progetto di civiltà, condiviso tra imprenditori ed istituzioni, non venga meno e ciò nell’interesse di tutta la città».