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Collaborazione tra M5S e Lega per dare all'Italia un Governo?

senza contrapporsi in lotte di potere che non farebbero bene all'Italia, già profondamente in crisi. La Lega e il movimento pentastellato stanno cercando di unire le forze, accordandosi per formare al più presto un nuovo governo. Secondo M5S, le priorità per rilanciare il Paese consistono nel: taglio delle tasse, superamento della legge Fornero, lavoro e lotta alla disoccupazione giovanile. Il segretario leghista, invece, ha dichiarato che per il suo partito è necessario intervenire per quanto riguarda: eliminazione della legge Fornero, abbassamento di tasse e accise, taglio agli sprechi, riforma scolastica, approvazione della legittima difesa, rilancio del settore primario, revisione dei trattati con l'Unione Europea, espulsione degli immigrati clandestini, creazione di un ministero per i diversamente abili, pace fiscale, autonomia e federalismo delle regioni.

Nonostante i punti-chiave indicati dalla Lega siano maggiori rispetto a quelli del M5S, sono molti gli obiettivi che i due partiti hanno in comune: cancellazione della legge Fornero, taglio delle tasse, eliminazione dello spreco pubblico. In un primo momento, l'ostacolo maggiore ad un probabile accordo tra le due forze politiche era dato dal ricavo di cittadinanza, fortemente voluto dai pentastellati.

La Lega, fino a qualche giorno fa, si era dichiarata contraria a questa misura, considerata da Matteo Salvini "assistenzialista". Tuttavia, il deputato leghista Giorgetti, ospite di Minoli nel programma di La7 "Faccia a Faccia", ha spiegato che il "Carroccio" è pronto a rielaborare il ricavo di cittadinanza voluto dal Movimento 5 Stelle, declinandolo in una forma diversa dall'assistenzialismo assoluto.

L'economista della Lega Claudio Borghi aveva già suggerito al leader del partito di rivedere la manovra grillina come un insieme di contributi e servizi, o rilanciando il ricavo per l'avviamento al lavoro (Ral).

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Le resistenze ideologiche di M5S e Lega sembrano essere state accantonate a favore della formazione di un nuovo governo. Gli unici a rimanere fermi sui rispettivi capisaldi sono, ormai, soltanto i militanti storici di entrambe le parti. Nei prossimi giorni, Di Maio cercherà di superare le riserve dei democratici, ai quali quasi certamente verranno attribuite alcune vicepresidenze di Camera e Senato.