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Arresti nella sanità, il M5S all’attacco. E su Damiani: “Non si è mai presentato alle audizioni in Commissione”

Il gruppo del M5S all’Ars all’attacco del governo regionale dopo l’inchiesta “Sorella Sanità”. “La politica – scrivono i pentastellati – ancora una volta si conferma incapace di riformare un sistema dove si annidano i pericoli maggiori di corruttela e malaffare. Assistiamo a direttori generali che vediamo rappresentare sempre negli stessi ruoli o, peggio, essere promossi a ruoli migliori per poi finire sotto la lente di ingrandimento della magistratura. Si apra immediatamente una riflessione in parlamento e, soprattutto, il governo e l’assessore della Salute in primis facciano una mea culpa sui fatti accaduti, e Razza e Musumeci vengano a riferire in aula, sempre che il presidente della Regione ricordi la strada che porta all’Ars, visto che da quella parti non i fa vedere ormai da tempo. Dopo questi incresciosi fatti che travolgono la sanità siciliana sarebbe il caso di chiedere che funzione abbia l’attività di prevenzione della corruzione nelle aziende sanitarie e nel coordinamento regionale istituito dall’assessore della Salute in Regione mesi addietro. Il Movimento 5 Stelle, nei mesi scorsi, con diversi atti parlamentari, ha raccolto il grido d’allarme lanciato dagli imprenditori del settore e provato ad audire i componenti della CUC più volte, senza però aver avuto riscontro. Diverse volte, ad modello, abbiamo chiesto  l’audizione di Damiani, uno degli arrestati,  sia in commissione Bilancio che in commissione Sanità sull’appalto della manutenzione degli elettromedicali, ma questi non si è mai presentato”.

Sulla vicenda interviene anche l’europarlamentare alcamese Ignazio Corrao: “Giù le mani dalla sanità. I reati contestati ai vertici della sanità siciliana che, in piena emergenza Covid-19, pensavano a intascare tangenti e mazzette sono gravissimi e dimostrano che il sistema è marcio fino al midollo. Intascare tangenti sulla pelle dei cittadini durante un’emergenza sanitaria è da esseri immondi. Fin quando ci saranno nella sanità ‘capi condomini’ e spartizione di interessi, avremo purtroppo storie raccapriccianti come questa. Ecco perché è urgente cambiare le regole: via la politica dalla sanità una volta per tutte e massima trasparenza negli appalti pubblici. Ringraziamo gli uomini della Guardia di Finanza e del nocciolo di Polizia economico-finanziaria di Palermo per l’indagine lunga e complessa. Il loro lavoro è una garanzia per tutti i siciliani onesti e speranza di un futuro migliore”.