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Stati generali M5S, fine delle guerre stellari?

Nel tardo pomeriggio si concluderà il confronto, avviato ieri, tra le diverse anime del Movimento. Il premier Giuseppe Conte è intervenuto all’apertura dei lavori per portare i suoi saluti.

Nonostante sia un abile giocatore, Di Maio, comunque, paga la scelta di una strategia politica completamente errata nel corso del primo anno alla guida della nazione. La cocciutaggine nel concorrere con il leader della Lega Salvini, non ha portato fortuna all’allora capo grillino. Il passo falso di Luigi Di Maio è stato certamente quello di correre dietro al cavallo di battaglia del suo competitor/alleato di governo: la sicurezza. Una sventatezza madornale. Infatti, l’allora capo politico dei grillini, invece di seguire Salvini sulla politica dell’immigrazione, avrebbe potuto puntare su una delle stelle del suo Movimento, come l’ambiente che, in quel frangente, a livello planetario, veniva cavalcato con un importante seguito dall’attivista svedese Greta Thunberg. Uno sbaglio ingenuo, o forse no, dovuto ad una comunicazione non preparata a reggere quella di un avversario esperto, all’intimo della compagine governativa, come dimostrava di essere in quella fase il leader della Lega.

Critica alle scelte di governo dei grillini, è l’ala del Movimento che fa riferimento ad Alessandro Di Battista. Fuori dai giochi di potere, all’indomani delle elezioni politiche del 2018, di attuale ha svelato che nel corso delle trattative per la formazione del governo giallo-rosso sul suo nome è stato messo un veto dai renziani. Ricordiamo che il primo esecutivo, quello giallo-verde, si era formato perché Renzi aveva declinato l’invito; il secondo, dunque, sarebbe stato reso possibile proprio all’accoglimento dei pentastellati del “no” a Di Battista. Via quest’ultimo, però, via anche la Boschi da Palazzo Chigi.

Se da un lato Alessandro Di Battista rappresenta l’anima “pasionaria” del Movimento, dall’altro, tuttavia, manifesta incertezza sulle posizioni da mantenere di cui invece necessita una realpolitik. Scatenare, infatti, un dibattitto acceso all’intimo della sua forza politica in piena emergenza sanitaria, non è stato recepito come una grande mossa dai molti suoi simpatizzanti, tanto da dover ricevere una perfetta ramanzina dal giornalista Andrea Scanzi, intento alle dinamiche del Movimento, il quale gli ha rimproverato i tempi sbagliati della sua iniziativa. Tra l’altro, non è l’unico episodio mal gestito dal pentastellato rivoluzionario. Rammentiamo, per citare alcuni esempi, il viaggio intrapreso a Bruxelles con Di Maio e il sostegno ai gilet gialli durante il primo governo Conte. Anche in quell’occasione, Di Battista maldestramente aveva adottato un atteggiamento che stonava con un esponente di una forza politica alla guida del Paese.

Entriamo adesso nel merito degli Stati generali. Un appuntamento che dovrebbe dare la svolta al Movimento 5 Stelle spantanandolo dall’ “impasse” in cui si è cacciato. La prima prova dei grillini è stata certamente superata: l’adesione. I 5 Stelle, infatti, hanno riscontrato una importante volontà di partecipazione e cambiamento dalla loro base. Un modello è quanto accaduto in una delle regioni che hanno dato da sempre più soddisfazioni in termini elettorali: la Sicilia. Qui, il Movimento 5 stelle ha fatto spesso il pienone dei voti, ma è anche l’Isola dove si sono manifestate le defaillance più significative a livello di rappresentanza istituzionale. Al Parlamento siciliano, infatti, si è verificato uno strappo all’intimo del gruppo politico, con tanto di costituzione di un’altra forza da Sala d’Ercole: Attiva Sicilia. Dalla trinacria, inoltre, è partito un rimprovero agli eletti: più presenza sul territorio. E, forse, questa è la vera chiave di volta che serve ai pentastellati per potere ripartire. Altra dritta, data nel corso delle sei riunioni, tre interprovinciali e tre regionali, effettuate via web, è stata appunto quella della partecipazione: 974 sono stati gli attivisti siciliani a prendere parte agli incontri per stilare le proposte del documento da consegnare ai delegati per rappresentarli agli Stati Generali. Una massiccia connessione di sostenitori della causa grillina che ha sbalordito perfino i facilitatori chiamati all’arduo compito di coordinare l’indirizzo politico siciliano.

Certo, non sono mancati neanche i sostenitori di una possibile collisione all’intimo del M5S, i quali hanno tacciato gli Stati generali come una “farsa”, poiché la linea futura della forza politica sarebbe stata già decisa. E sempre riconducibile alla frangia vicina a Di Battista. Ieri, però, alcuni critici sull’esito del convegno hanno fatto marcia indietro. Verosimilmente, hanno dovuto prendere atto della marea di temi imposti con forza dalla base e che sono stati trattati nei tavoli tematici della prima giornata d’incontri. Ambiente, acqua, connettività, trasporti e sviluppo, le 5 stelle del Movimento, sono ancora all’ordine del giorno. Così, pure, il ricavo di cittadinanza, cavallo di battaglia ribadito in più sedi. I grillini, comunque, ne chiedono un miglioramento.

È stata confermata, dagli attivisti siciliani, la volontà di mantenere i due mandati per i rappresentanti eletti nelle diverse istituzioni. La necessità di un consiglio dei probiviri territoriale/regionale, oltre a quello già previsto a livello nazionale, nonché la sua revisione riguardo la composizione, è stato un altro tema molto dibattuto in Sicilia, dove evidentemente ancora sanguina la ferita causata dalla frattura, ma di cui non tutti gli esponenti pentastellati presenti nei diversi Parlamenti hanno probabilmente contezza.

È intervenuto all’inizio dei lavori il premier, Giuseppe Conte, per portare i suoi saluti. In prima linea nel fronteggiare la seconda ondata dell’epidemia del Coronavirus, cercherà di capire se la principale forza politica che sostiene il suo governo sarà in grado di mandare avanti l’esecutivo, uscendo rinvigorita dal confronto degli Stati Generali. Sebbene questo convegno sia stato anche bistrattato dai suoi principali avversari politici, è indubbio che dal suo esito potrebbero cambiare tanti assetti. Naturalmente, i commentatori politici si stanno chiedendo se davvero è giunto il momento della maturità del Movimento 5 Stelle come forza di governo. Ricordiamo, poi, che i grillini costituiscono in Parlamento una delle rappresentanze elettorali più ampie della storia italiana. Tra due anni dovrà essere eletto anche il Presidente della Repubblica, perciò, i numeri che oggi vantano non dovrebbero essere sprecati un domani. Un errore in tal senso, potrebbe segnare l’esistenza del Movimento stesso. Per tale motivo, gli Stati generali non dovrebbero servire tanto per tentare di mettere fine alle guerre stellari, quanto per evitare di lasciarsi inghiottire da un buco nero.