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M5s alla conquista della Sicilia
Così la caccia ai piccoli Di Matteo

PALERMO - Il tour è partito: due big del calibro di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista a sfidare la colonnina di mercurio per le infuocate strade di Sicilia, un pulmino elettrico con tanto di Trinacria e sedici tappe da percorrere in cerca di Palazzo d'Orleans. Nel 2012 fu la traversata di Grillo nelle acque dello Stretto, a metà tra l'operazione simpatia e il coup de theatre, che fu rampa di lancio per il boom di un movimento che puntava all'ingresso nelle istituzioni. Dopo cinque anni i grillini guardano seriamente alla guida della Regione e del Paese, affiancando al movimentismo la ricerca di una classe dirigente di punta che dia lustro e soprattutto accenda gli animi della base. A Roma Grillo avrebbe già individuato nel pm Antonino Di Matteo, tra i padri del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia, l'alfiere di un eventuale Esecutivo a cinquestelle, mentre in Sicilia l'identikit del combattente per la legalità sembra portare dritto ad Antonio Fiumefredddo: si tratta dell'amministratore unico di quella Riscossione Sicilia entrata in rotta di collisione più volte con i deputati dell'Ars, additati spesso come i simboli della casta che nulla vuole concedere al rispetto delle regole.

Di Matteo a Roma, Fiumefreddo in Sicilia. All'amministratore di Riscossione il movimento affiderebbe un ruolo nell'eventuale era cinquestelle a Palazzo d'Orleans e le chiavi di una operazione di pulizia all'intimo della Regione. Il pm del processo sulla trattativa non ha smentito le voci sul suo possibile impegno con un ruolo da ministro dell'Interno a Roma, mentre nel caso dell'amministratore di Riscossione l'idea corre da tempo per canali sotterranei: fonti interne sottolineano la "familiarità" dimostrata più volte in passato da Fiumefreddo con l'ambiente del gruppo parlamentare M5s a Palazzo dei Normanni. Un feeling che in molti notarono anche in primavera, quando il dirigente che Crocetta volle come assessore trovò il supporto dei grillini di Sala d'Ercole per la sua iniziativa mirata alla compensazione dei crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione con i debiti delle stesse aziende col Fisco. "Il M5s è stata l'unica forza politica a caldeggiare l'operazione nel silenzio generale nonostante in commissione bilancio io abbia provato a richiamare l'attenzione di tutti", disse allora Fiumefreddo sottolineando ancora una volta l'esistenza di "una certa politica trasversale" che avrebbe avuto l'obiettivo di "remare contro" Riscossione. Erano i giorni in cui a Palazzo dei Normanni si discuteva anche della chiusura della società partecipata dalla Regione: contro quell'ipotesi si schierarono Cancelleri e il collega di gruppo Sergio Tancredi: "Chiudere Riscossione per gettarsi fra le braccia di Equitalia sarebbe pura follia", sentenziarono.

Dietro a Fiumefreddo e al nome del mecenate Andrea Bartoli, il notaio anima dell'esperienza di 'Farm Cultural Park' che ha riportato in vita il centro storico di Favara e che potrebbe entrare in giunta, la galassia dei Cinquestelle che si preparano alle Regionali di novembre è costituita soprattutto dalla riconferma quasi in blocco del gruppo parlamentare all'Ars. I 12 deputati che hanno ripresentato la propria candidatura alle 'Regionarie' hanno superato tutti lo scoglio del voto online sulla piattaforma Rousseau e saranno candidati nuovamente. Restano fuori gioco Giorgio Ciaccio e Claudia La Rocca, rinviati giudizio nel processo sulle firme false che si aprirà a Palermo. Dietro di loro diversi nomi che da tempo girano nell'orbita Cinquestelle e che rappresentano una garanzia in termini di fedeltà ai leader: da Luigi Sunseri, collaboratore dell'eurodeputato Ignazio Corrao, a Rossella Vilardi, già collaboratrice della deputata nazionale Giulia Di Vita, al momento sospesa dal movimento per l'affaire firme false. In corsa anche il messinese Alberto La Spada, che già conosce Palazzo dei Normanni in quanto collaboratore del gruppo parlamentare pentastellato. Della comitiva fa parte anche Giuseppe Scarcella, ex assistente parlamentare di Tommaso Currò, oggi fuoriuscito dal M5s. È la variopinta navicellla pentastellata che dalla lotta si prepara al governo, richiamando grandi nomi ma pescando anche nel vivaio dei fedelissimi del movimento.

"Potrei tranquillamente archiviare l'ennesima balla giornalistica nel file "Chissenefrega" ma la grandezza della balla richiede una smentita secca. Non è mai stato detto, dichiarato, annunciato e nemmeno pensato che Antonio Fiumefreddo potesse fare parte dell'eventuale squadra di governo del Movimento 5 stelle in Sicilia. La notizia è assolutamente destituita di qualsiasi fondamento e chi l'ha scritta o è informato male o mente spudoratamente. Delle due ipotesi l'una. Anche se è facile intuire quale. La campagna elettorale è ancora lunga, mi auguro di non doverla passare a smentire le fantasticherie di alcuni giornalisti evidentemente in cerca di facili e inesistenti scoop". Lo afferma in un post Facebook il candidato governatore del M5s Giancarlo Cancelleri.

 ma confermo l'esistenza di una ipotesi di coinvolgimento di quest'ultimo nell'eventuale esperienza di governo del movimento alla Regione. Una ipotesi, appunto, (neppure uno ha scritto di "dichiarazioni" o "annunci") che come tale è stata raccontata. Non posso non evidenziare come lo stesso Fiumefreddo nelle sue parole sottolinei il suo atteggiamento di "piena collaborazione con chiunque pratichi onestà e servizio ai cittadini".
S.C.