M5S News

La rinuncia del M5s al vitalizio Ars
Ma c'è chi ha una pensione privata

PALERMO - Rinunciano al vitalizio dell'Ars ma intanto accantonano 600 euro al mese per un'assicurazione previdenziale complementare. Si tratta di nove dei 14 deputati regionali del Movimento cinque stelle: ai 2.500 euro netti di busta paga che ogni mese restano nelle loro tasche, i nove deputati aggiungono anche un costo aggiuntivo di 600 euro che vengono trattenuti insieme con le spese per l'attività parlamentare come benzina e costi di trasferimento. Tra i nove non c'è Giancarlo Cancelleri, candidato governatore alle recenti elezioni regionali. La rinuncia al vitalizio era stata annunciata in pompa magna nella primavera di quest'anno, con tanto di gigantografia di una lettera inviata al Consiglio di presidenza dell'Ars.

Il totale dei soldi restituiti dai 14 deputati del Movimento cinque stelle in quasi cinque anni di legislatura a Palazzo dei Normanni supera i tre milioni e mezzo di euro, ma da qualche mese il sito che rende conto delle restituzioni dei singoli 'portavoce'  registra qualche ritardo di aggiornamento. Le rendicontazioni più 'vecchie' sono quelle del deputato mazarese Sergio Tancredi, che risalgono al febbraio di quest'anno, mentre quelle di Vanessa Ferreri, Angela Foti e Matteo Mangiacavallo sono datate marzo 2017. I rendiconti più recenti sono quelli della deputata alcamese Valentina Palmeri e del siracusano Stefano Zito, che hanno messo in rete il dettaglio di luglio, seguono Cancelleri e Giampiero Trizzino che hanno pubblicato il dettaglio delle buste paga di giugno. Nessuna notizia, invece, dei rendiconti di Giorgio Ciaccio e Claudia La Rocca, autosospesi dal Movimento cinque stelle perché indagati nell'inchiesta sulle presunte firme false di Palermo ma rimasti formalmente nel gruppo parlamentare M5s di Sala d'Ercole.