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Municipio III, barra dritta del M5s: se sfiduciata Roberta Capoccioni sarà nominata commissario

Tutti con Roberta Capoccioni. Nessuna paura e nessun margine di trattativa con i traditori. E se sfiducia sarà, la sindaca Raggi è orientata a nominare come commissario proprio l'attuale minisindaca. Capoccioni in un modo o nell'altro quindi. E' questa, secondo quanto apprende RomaToday da fonti qualificate, la linea che emerge da ambienti M5s in merito alla crisi che sta investendo il III municipio, dove tre ex pentastellati hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti della presidente Roberta Capoccioni. Atto finale, quello della sfiducia, che arriva dopo la diaspora di tre eletti (Burri, Digiacinti e Scamarcia) e dopo le dimissioni del presidente dell'aula. 

Aula che ora è passata alle ex minoranze. A conti fatti il M5s non ha più i numeri e la mozione avrebbe tutto per passare. Nulla però è sicuro. Lo sa la minisindaca Capoccioni che ieri ha alzato la voce con una dura nota; e lo sa il Campidoglio, dove si è convinti che alla fine i tre fuoriusciti non riusciranno a raccogliere le firme necessarie per portare la sfiducia in aula. 

Secondo quanto risulta a RomaToday al momento convinti a firmare la mozione sono i consiglieri del Pd e quelli di Forza Italia. Dubbi invece tra gli altri eletti che non si sono ancora espressi ufficialmente. Titubanze evidentemente filtrate fino agli ambienti pentastellati. 

Così nel Movimento Cinque Stelle si è deciso di optare per la linea dura. Tutti con Roberta Capoccioni, senza se e senza ma. "Sta lavorando bene", ha ribadito anche ieri il presidente dell'aula Giulio Cesare Marcello De Vito. Ed anche dagli altri minisindaci è arrivata una richiesta forte di aiuto. Il Campidoglio, che in passato con la sindaca Raggi ha cercato di mediare, ha deciso la linea che verrà seguita. A deciderla e dettarla è stata in prima persona la sindaca, convinta più che mai delle capacità della minisindaca del Montesacro. 

Se sfiducia sarà, si seguirà la strada del commissariamento. E c'è già un nome, ovvero quello di Roberta Capoccioni che manterrebbe quindi le redini del territorio, senza il consiglio. L'idea è quella di rispettare la volontà dei cittadini che avevano dato la propria fiducia (oltre 53.000 i voti raccolti) alla protetta di Marcello De Vito e Roberta Lombardi. 

Un municipio strategico il III, proprio perché qui è nato e cresciuto il potere di Roberta Lombardi che ora si appresta a correre per la Regione Lazio. Un municipio legato quindi alla corrente di maggioranza all'intimo del M5s che anche per questo ora fa quadrato. L'obiettivo è quello di evitare la caduta come nell'VIII, dove le dimissioni di Paolo Pace hanno fatto cadere il primo municipio a cinque stelle, attualmente affidato al commissariamento della stessa sindaca Raggi.