M5S News

Addio a Miriam Dubini, una vita dedicata alle fiabe per ragazzi

Sabato scorso ha vinto le Regionarie del M5s: Dario Violi — 32 anni, bergamasco, sposato con due figli, consigliere regionale uscente — è il candidato che sfiderà Maroni e Gori.


«L’abbassamento dell’Irap e dei ticket sanitari».


«La sanità privata è stata al centro degli scandali. Gradualmente vorrei riportare il settore in mani pubbliche, anche perché i privati non hanno mai risolto il problema delle liste d’attesa».


«Ho fatto in tempo a votare solo alle Comunali. Una lista civica, mi pare».


«Da ragazzo di sinistra, ma più che altro per i temi di cui mi occupavo: cooperazione internazionale, volontariato. Ma l’assistenzialismo di una certa sinistra, per modello, mi ha sempre fatto incazzare».


«Ma va, con Luigi siamo amici, nessun problema».


«No, per due motivi. I nostri attivisti sono persone informate, che scelgono consapevolmente. Per la Lombardia hanno votato in 4 mila. Meglio qualche migliaio che lo spettacolo dei cinesi portati ai gazebo del Pd. Guardiamo poi agli altri: Maroni è stato nominato cinque anni fa ad Arcore, l’altro, Gori, poche settimane fa da un segreteria di partito. Come vede meglio le nostre Regionarie, dove c’è stata sfida vera e a volto aperto».


«No».


«Neppure».


«Dicono le stesse cose».


«Idem. Non vedo grandi differenze politiche, tant’è vero che hanno fatto una legge elettorale per governare insieme».


«Una dozzina. Con due novità: un assessorato anti-corruzione e uno per la montagna».


«Amo l’Atalanta. Mi piace cucinare e il buon vino».


«Papà faceva il sindacalista della Cisl, poi direttore di Edilcassa. Mia mamma lavorava in posta. Entrambi in pensione. Mio fratello invece gioca a rugby. Ha vinto tre scudetti a Calvisano».


«Basta con l’Ape Car. Per girare ora stiamo cercando un furgone elettrico».


«Maroni e Gori dicono le stesse cose, noi siamo l’unica alternativa. Per questo corriamo per vincere».


«Sarà qui spesso, sì. Già domani saremo insieme a Mantova».