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Dipendenti regionali “inutili”? Dal PD al M5S, pioggia di critiche su Musumeci

Hanno smosso non poco gli animi le recenti dichiarazioni del presidente Nello Musumeci. Dal PD al M5S, passando per i sindacati, una pioggia di critiche è caduta sul Governatore della Sicilia, il quale, durante un evento organizzato dal Sole24Ore, ha affermato che «il 70% dei dipendenti regionali è inservibile alle funzioni programmatiche della Regione» e che nell’Ente «si entrava senza concorso, con una telefonata».

A “scagliare la prima pietra” è il deputato del M5S all’Ars, Giovanni Di Caro, che fa la sua diagnosi: «Musumeci soffre di schizofrenia politica. Il 70% dei dipendenti inservibile? Ma se sta preparando la promozione in massa dei dirigenti».

«Spieghi – chiede Di Caro –, non tanto a noi quanto ai siciliani, come si conciliano le sue finte dichiarazioni di guerra per procacciarsi facili consensi tra la gente, con la riforma che l’assessorato alla Funzione pubblica sta portando avanti, che prevede la promozione in massa di gran parte delle centinaia di dirigenti regionali dalla terza alla seconda fascia ed alcuni addirittura in prima».

«Ci spieghi – continua – come fa a dire che i dipendenti regionali sono tutti vecchi, quando un paio di mesi fa voleva persino prolungare fino a 70 anni, con tanto di legge ad hoc, l’attività di un dirigente regionale, passato dopo la bocciatura dell’aula alla Lega. Qualcuno dica a Musumeci che qualche finta bastonata in pubblico e vagonate di vere carote in privato non serviranno ad accrescere i consensi al suo governo del nulla, reduce del freschissimo e devastante flop del crac day. Ci vogliono le riforme vere, quelle  che finora i siciliani non hanno visto».

E proprio sul “flop del crac day” interviene anche il capogruppo del PD all’Ars, Giuseppe Lupo: «Musumeci aveva detto che il fallimento del click day era dovuto a “problemi di linea del gestore telefonico”, adesso invece se la prende con i suoi dirigenti regionali. E torna anche a puntare il dito contro i dipendenti regionali. Perché – conclude – per Musumeci le colpe sono sempre degli altri».