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Il provvedimento del collegio dei probiviri

Fabrizio La Gaipa sospeso dal M5S ma le polemiche attorno al movimento non si placano

“Il collegio dei probiviri ha disposto la sospensione in via cautelare dell’iscritto Fabrizio La Gaipa, visti gli articoli 4 e 5 del regolamento del Movimento  5 Stelle”. Lo rendono noto i probiviri Nunzia Catalfo, Riccardo
Fraccaro e Paola Carinelli.

Sulla vicenda, dopo più di mezza giornata di assoluto silenzio adesso arriva un post sulla pagina facebook ufficiale del Movimento 5 stelle: “L’arresto di La Gaipa è un fatto molto grave – scrivono – che riguarda la sua persona e la sua impresa, ma non essendo stato eletto non è un rappresentante del MoVimento 5 Stelle. Durante il periodo della campagna elettorale e fino a ieri nulla risultava a suo carico”.

La Gaipa non è stato eletto con il MoVimento 5 Stelle, non è un portavoce e quindi non rappresenta il MoVimento; La Gaipa ha ricevuto immediatamente una sospensione cautelare dai probiviri ed è quindi fuori dal Movimento. Negli altri partiti, invece, gli arrestati determinano la maggioranza all’Ars; il MoVimento 5 stelle è l’unica forza politica ad avere un codice etico che, se fosse applicato anche dai vecchi partiti, renderebbe l’Italia un paese migliore”.

“#Sicilia Un certo La Gaipa, uno dei candidati del Movimento 5 stelle alle scorse regionali, è stato arrestato dalla squadra mobile di Agrigento con l’accusa di estorsione. Com’era la storia degli impresentabili? Che dicono Di Maio, Di Battista e Cancelleri? Onestà-tà-tà-tà-tà-tà”. Ha su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

Rimane garantista Lorenzo Cesa segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa: “Un arresto nel M5S in Sicilia: un candidato alle regionali e’ finito in manette per estorsione. A differenza dei grillini noi siamo garantisti sempre, abbiamo fiducia nella magistratura e non usiamo due pesi e due misure. Come mai ora Di Maio sta in silenzio?!”: “Siamo contrari alle speculazioni mediatiche e politiche. Mi auguro che quanto è accaduto nelle ultime settimane serva da lezione a Di Maio e compagni: i processi non si fanno ne’ in piazza ne’ nei Social ma nelle aule dei tribunali della giustizia nei confronti della quale bisogna avere grande rispetto!”.