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Palermo, il candidato M5S escluso dalle primarie on line fa causa al movimento

Si è affidato all’avvocato Lorenzo Borré. La stessa persona che un paio di cause contro il Movimento 5 Stelle le ha già intentate in passato, per la candidata genovese Marika Cassimatis e per gli esclusi dalle primarie romane. Mauro Giulivi, adesso, fa sul serio: qualche giorno fa il compagno della deputata grillina Chiara Di Benedetto, escluso dalle primarie online per l’Ars dopo un procedimento disciplinare, ha affidato il mandato all’avvocato palermitano Riccardo Gentile e a Borré per chiedere conto e ragione al movimento di un allontanamento che giudica arbitrario.

Questa storia inizia subito dopo le Comunarie, le primarie online per il Comune di Palermo. Giulivi è fra i candidati al Consiglio comunale, ma al momento della sottoscrizione del codice etico sottoposto a tutti i candidati, il 7 febbraio, non si presenta: su Facebook e ai fedelissimi spiegherà di essere stato avvisato troppo tardi e di avere già preso un impegno per quell’orario. Alla fine arriva una conseguenza naturale, l’esclusione dalla lista, ma anche una più controversa: il 23 maggio, mentre la corsa di Ugo Forello per il Comune volge al termine, a Giulivi viene notificato anche un procedimento disciplinare per non avere sottoscritto il codice etico.
Il procedimento è tuttora in corso, ma un effetto c’è già: essendo “indagato” dal tribunale intimo, il militante non può partecipare alla selezione per l’Ars. Il ricorso va presentato a un altro organismo, il Comitato d’appello, del quale fa parte Giancarlo Cancelleri, allora candidato in pectore e adesso ufficialmente aspirante governatore a 5 stelle: per Giulivi, ostile all’ala che fa capo a Cancelleri, è un conflitto di interessi intrinseco. Subito arriva lo sfogo, ancora una volta affidato ai social: «Diversi attivisti – ha scritto sul suo profilo Facebook – sono stati sospesi preventivamente per impedirgli, ammesso che lo vogliano, di partecipare a tale selezione. Gli stessi hanno la possibilità di fare ricorso entro 10 giorni al cosiddetto “Comitato d’appello”, un gruppo di 3 persone che moneta eventuali reintegri. E chi c'è nel Comitato d’appello? Un diretto “competitor” degli attivisti sospesi che parteciperà anch'egli alle Regionarie. Un conflitto di interessi grande quanto una casa». Alla fine Giulivi non potrà competere e non si farà neanche vedere al Castello a Mare, mentre Di Benedetto farà capolino alla kermesse grillina giusto in tempo per la proclamazione di Cancelleri.

Adesso, però, arriva il ricorso. Con il quale Giulivi impugna le Regionarie affidandosia un esperto di contenziosi con il M5S: Lorenzo Borré, infatti, è stato il legale che ha difeso gli esclusi dalle primarie romane e ha firmato il ricorso di Marika Cassimatis contro il movimento per le elezioni di Genova, una vicenda quest’ultima che ha portato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio a essere iscritto nel registro degli indagati per diffamazione. Adesso la nuova battaglia si conduce a Palermo. Ed è una nuova grana per i grillini siciliani.