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Regionali Sicilia. Cambiano, assessore designato M5s: “Ventimila contrattisti nei Comuni, basta precariato”

Angelo Cambiano, l’ex sindaco di Licata sfiduciato quale settimana fa per contrasti con il Consiglio comunale in tema di lotta all’abusivismo, si presenta in sala stampa all’Assemblea regionale con Giancarlo Cancelleri, il candidato governatore dei 5 Stelle, e con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: “Ecco il nostro assessore agli Enti locali”, dice Cancelleri. Cambiano lascia quindi il dialogo che aveva aperto con il Pd renziano e, prima ancora, con il ministro e leader di Ap Angelino Alfano, e va con i grillini.
“Do il benvenuto a Cambiano nella nostra squadra, stiamo mettendo a disposizione dei siciliani il meglio – dice Di Maio – stiamo facendo una grande operazione di trasparenza nei confronti dei partiti che spartiscono gli assessorati in base alle correnti e ai voti delle liste. Noi abbiamo le mani libere per scegliere i migliori, se non hai le mani libere dovrai sottostare alle logiche interne che porteranno a governare la Sicilia chi l’ha massacrata. Sono molto contento di questa scelta, Cambiano è una persona che ragiona come squadra e sarà il “sindaco dei sindaci”. Gli enti locali sono stati utilizzati come bancomat dallo Stato. La legislatura nazionale sta finendo, e possiamo tracciare un bilancio: tutti hanno continuato a tagliare fondi ai Comuni.  Dico ai tanti sindaci italiani e siciliani: contattateci e diteci i vostri problemi. Noi non toglieremo risorse ai Comuni come ha fatto Renzi che poi ha comprato un aereo di Stato da 170 milioni di euro per i suoi viaggi”. Poi la stoccata a Musumeci: “Implora liste pulite nella sua coalizione, ma allora lui che decide? Sarà l’ennesimo Crocetta in mano a chi ha governato male la Sicilia”.

Cambiano spiega la sua scelta: “Sono qui perché dico basta alla politica delle promesse e delle parole vuote – dice Cambiano – non posso non pensare alla mia esperienza da sindaco di Licata, che mi ha permesso di conoscere le difficoltà degli enti locali ai quali non vengono dati gli strumenti per affrontare i problemi. La gente è stanca perché si sente presa in considerazione solo al momento del voto, e la percezione che ho avuto da sindaco è quella dell’isolamento”. Cambiano parla subito da assessore in campagna elettorale, lanciando messaggi ai quasi 20mila precari dei Comuni: “Senza di loro i Comuni non potrebbero andare avanti – dice Cambiano – non possiamo mantenere ancora nel precariato queste persone dopo oltre venti anni. Pensando a una azione di governo, penso che la Regione possa fare tanto: ma io non prometto nulla, penso che alla luce del decreto nazionale approvato lo scorso 20 giugno si possa fare qualche cosa. Io mi impegnerò poi per supportare gli enti locali, sui servizi, sui rifiuti e su altri temi. I Comuni hanno bisogno di aiuto per fare i progetti e ottenere i fondi Ue, ad modello. Aiuteremo i Comuni per dar loro risorse e tempi certi. Inoltre lancio un messaggio ai dipendenti regionali: sono stati mortificati, adesso è il tempo della meritocrazia. Istituirò giornate di ricevimento per i sindaci e i dipendenti regionali: finirà la pessima usanza degli amministratori che per parlare con l’assessore devono farsi accompagnare da un deputato o da un politico.  Io da qualcuno sono stato conclusivo “un eroe”, come ha detto il ministro Delrio. Io a lui ho risposto che sono una persona normale che vuole fare il suo lavoro, non abbiamo bisogno di eroi”.

A chi gli chiede perché “ha cambiato idea” dopo aver attaccato Cancelleri sull’abusivismo di necessità sostenendo che “questi erano solo slogan elettorali”: “Ho avuto modo di capire il senso di quelle parole – dice Cambiano – è esistita la latitanza dello Stato e della politica che non hanno governato il tema dell’abusivismo edilizio: non si può affrontare il problema con singole frasi. Le sentenze della magistratura vanno rispettate, ma si parla anche di tante sanatorie senza risposa e si parla di cittadini illusi dalla politica e oggi pagano i cittadini, giustamente, ma anche la classe politica che ha consentito gli abusi deve pagare”.

Sul tema interviene subito Cancelleri: “Dopo quelle dichiarazioni, strumentalizzate, ho chiamato Cambiano perché qualcuno le aveva legate alla sua vicenda. Un falso”. Ai 5 stelle di Licata che hanno protestato per la scelta di Cambiano, Cancelleri ribatte: “Lì il Movimento non c’è perché non ha eletto mai rappresentanti, sono opinioni di singoli cittadini. Oggi comunque aggiungiamo un altro tassello alla nostra squadra – dice Cancelleri – Angelo Cambiano si avvicina a noi dopo la sfiducia subita da sindaco di Licata per la sua lotta all’abusivismo.  Ci siamo incontrati e si è aperto un dialogo. Siamo andati a trovarlo insieme a Luigi Di Maio e abbiamo pensato di nominare un sindaco assessore agli Enti locali per parlare con i sindaci e affrontare i tanti problemi che hanno. Con lui posso stare tranquillo, mi dà sicurezza perché conosce i problemi dei Comuni. Lui è stato eletto con una lista civica e in noi ha trovato una speranza: adesso può andare a guidare l’altra parte della barricata che in questi anni non ha dato gli strumenti giusti ai sindaci. Non c’è stato neppure uno scippo nostro nei confronti delle altre forze politiche. Ma questa nostra scelta è la dimostrazione che noi non siamo chiusi in noi stessi: noi non siamo quelli che hanno una idea preconcetta, ma siamo aperti al confronto”.

Infine sul regolamento di Bagheria, preso a modello dai 5 Stelle e contestato dalla Regione e anche da lui stesso, Cambiano mette le mani avanti: “Io posso solo dire che non può essere un sindaco da solo a farsi carico del problema dell’abusivismo, il governo regionale e nazionale devono prendere posizioni nette: la politica non vuole affrontare i nodi perché l’abusivismo è un tema che divide. Un fenomeno così complesso non si può affrontare con poche battute e so che il Movimento 5 stelle èpronto ad ascoltare i sindaci su questi punto”. E Cancelleri aggiunge: “Noi con l’assessore Trizzino vogliamo fare un grande piano casa per dare risposte all’emergenza abitativa, non solo degli abusivi, ma di tutti. In dieci anni non ci sarà più il problema dell’abusivismo. Noi ci siamo prese le critiche sull’abusivismo, ma voi giornalisti dovete fare queste domande anche a Musumeci e Micari: loro come vogliono affrontare il problema?”.