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Roma, violenza sessuale su una collega: vigile condannato

Troppo «veltroniano». E forse, alla vigilia dell’infornata di nomine nei cda delle partecipate, anche un po’ pericoloso. Fatto sta che la maggioranza M5S avrebbe deciso di sfiduciare il vice sindaco Luca Bergamo che, dopo il demansionamento di Daniele Frongia post schianto del «raggio magico», ha preso le redini dei dossier più caldi del Comune. Il tema è stato affrontato anche nel pranzo tra Raggi, Davide Casaleggio e i due tutor, Fraccaro e Bonafede. E forse qualche cosa c’entra pure l’addio promesso di Massimo Colomban, uomo inviato da Milano, che i vertici pentastellati stanno cercando di evitare o, almeno, di congelare. Perché con l’uscita dell’imprenditore veneto il coefficiente grillino nella squadra si abbassa, si rischia di viaggiare troppo a trazione dem. Del resto Bergamo ha un pregresso noto, e pure Andrea Mazzillo, l’uomo del Bilancio, ha nel cv una candidatura con Veltroni. Così la maggioranza non ci sta e chiede a Raggi di inserire un uomo del Movimento (Paolo Farrara?) per lanciare un doppio segnale forte: ai vertici, ma anche alla base che protesta perché si sente esclusa dalle scelte strategiche.

lanciato da Raggi ad Unindustria. «È evidente che Roma ha bisogno di poteri speciali, perché è la Capitale e tutto si svolge qui», ha detto la sindaca riprendendo un tema caro proprio a Veltroni: più potere (e soldi) alla Capitale, come succede nei grandi Paesi d’Europa. Con questo progetto (a lunga gittata): rendere i Municipi dei Comuni autonomi, competenti in tema di riscossione tasse, liberi di intervenire, ma soprattutto foraggiati dal governo. Parla Raggi,ieri dagli industriali per fare lobby su “Fabbrica Roma”, e il presidente Filippo Tortoriello risponde: «Trasformare i Municipi in Comuni, con più autonomia e più risorse del governo. Una soluzione per le banche il governo l’ha trovata: forse potrebbe trovare anche un po’ di soldi per Roma».