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La linea dell’assessore allo Sviluppo economico, Carlo Cafarottti, in asse con il Pd: procedura d’urgenza, domanda di sanatoria entro 7 giorni, concessione entro un mese. Ampliamento massimo del 35 per cento per sei mesi. Coia: «Stupito da certe logiche»

Archiviata l’ipotesi dell’ordinanza, nonostante le parole della sindaca in tv: «Sto per approvare un atto...», ieri in giunta si è optato per la delibera come strumento più idoneo ad autorizzare l’ampliamento della concessione di suolo pubblico. Per l’approvazione (forse già oggi) l’esecutivo M5S attende la pubblicazione dell’ultimo Dpcm sulla gazzetta ufficiale.

(Carlo, assessore al Commercio) che ha lavorato di sponda con il Pd capitolino, prevede che i titolari di attività di somministrazione possano effettuare «in via eccezionale e con procedura d’urgenza l’ampliamento dell’occupazione di suolo pubblico già autorizzata fino a un massimo del 35 per cento previa comunicazione al Municipio e al gruppo di polizia locale». La notifica dovrà essere corredata da un progetto e «da una relazione asseverata da un tecnico abilitato, che attesti il rispetto dei criteri tecnici minimi essenziali». Gli esercenti dovranno presentare la «domanda di concessione in sanatoria entro il settimo giorno lavorativo seguente all’inizio dell’occupazione». La concessione verrà rilasciata entro 30 giorni e avrà una durata temporanea fino al 31 dicembre, «senza possibilità di rinnovo». In mancanza di spazi adeguati sia per aumentare il numero dei tavoli all’aperto, sia per un nuovo allestimento, sarà possibile posizionarli nelle vicinanze con una distanza massima di 25 metri dal fronte dell’attività.

. La fronda lealista potrebbe schierarsi con Cafarotti per un iter più veloce, senza sottoporre l’atto alla commissione competente e ai Municipi. E però l’ala vicina a Coia, ovvero i consiglieri che si sentono estromessi dal decisionismo dell’entourage raggiano, potrebbero impuntarsi affinché si segua la procedura ordinaria (in questo caso i tempi si allungherebbero, non meno di 20 giorni).

Il capogruppo grillino, Giuliano Pacetti, non si sbilancia: «È possibile che vengano messi termini d’urgenza...». Salvo poi precisare: «La delibera dovrebbe passare in commissione e nei Municipi...». Posizione simile a quella di Coia: «L’anticipazione dei poteri dell’Assemblea mi sembra strana, come se fosse un atto dall’esecutività immediata, ma io non sono un avvocato...».

: «Purtroppo la montagna sta partorendo un topolino - contesta Andrea De Priamo, capogruppo di FdI - . Niente ordinanza subito operativa, ma una delibera molto simile a quella del Pd. Cercheremo di modificarla in aula, ma siamo preoccupati per i tempi di attuazione». Giulio Pelonzi, capogruppo dem, insiste: «Per ora solo annunci, abbiamo presentato la nostra proposta il 9 maggio: si porti subito la delibera in aula».