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Tempi duri per le costruzioni con il M5S al governo

Non esiste settore in Italia che non chieda maggiore attenzione normativa, semplificazione burocratica, premi alle competenze, riconoscimento della qualità. Tutti pronti a schierarsi a favore delle innovazioni. Ma, c’è almeno un ma, finchè le novità non arrivano a toccare direttamente i propri interessi. Quelli concreti, non quelli espressi in astratto.

La sindrome Nimby, acronimo dell’inglese Not in my back yard (Non nel mio giardino) è trasversale. Come reagirà il settore delle costruzioni se il Movimento 5 Stelle andrà al governo? Perché la battaglia da parte di Grillo è già stata annunciata. A partire dalla resa dei conti per il disastro strade di Roma. Non si contano le inchieste per lavori pagati e mal, o mai, realizzati e l’amministrazione capitolina (M5S) ha avuto modo di scontrarsi con la categoria delle imprese di costruzioni. E ora si dovrebbe giungere a un controllo in tempo reale di tutti i cantieri e non solo di quelli stradali.

Tutti vogliono trasparenza? Eccola servita. L’annuncio è passato in sordina ma sarebbe una rivoluzione. “Controlleremo l’avanzamento dei lavori e che tutto sia fatto a norma e nelle cubature previste, con i droni. Non semplici droni, ma apparecchi dotati di machine learning. Saranno così capaci di capire che materiali si sta usando e confrontarli in tempo reale con il progetto presentato. Questi droni sono già stati usati in oltre 5.000 cantieri giapponesi, negli ultimi tre anni per mappare i cantieri. Ci vogliono 15 minuti per scansionare un sito e fare una mappa del suo terreno, un processo che sarebbe impossibile fare agli uomini, se non in diversi giorni. Ma farebbero molto di più. Monitorerebbero l’impianto per quanto riguarda le norme di sicurezza, lo spostamento dei veicoli e suggerire come dovrebbero essere spostati. Una sorta di caposquadra volante”.

L’annuncio è di Beppe Grillo, quindi è un punto del programma di governo. Ora, il sistema delle costruzioni come reagirà a questa innovazione? Si dirà entusiasta perché finalmente si potrebbe contrastare davvero l’abusivismo edilizio, il lavoro nero, i capitolati non rispettati, le varianti non autorizzate? Oppure invocherà la tutela della privacy dei lavoratori e altri cavilli? Perché rispettare finalmente tutte le regole costa e chi non le rispetta chiude bottega sommerso dalle multe.  

Anche da questo si potrebbe decidere, sempre che M5S arrivi al governo, se la legislatura sarà punitiva verso il settore o meno.

Di questo tema si parlerà, tra gli altri argomenti, nella due giorni di RE ITALY il 5 e 6 giugno 2018 in Borsa Italiana.