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La proposta della candidata Franchini (M5S): braccialetto elettronico aglistalker

In 3 anni, tra il 2015 e il 2017, in provincia di Rimini sono state denunciati alle forze dell’ordine 115 casi di violenza sessuale, 19 casi di violenza sessuale su minori, 90 casi di maltrattamenti in famiglia, e 117 casi tra atti persecutori e stalking. Dal 2016 al 2017 sono arrivate al Questore di Rimini 72 richieste di ammonimento per atti persecutori e stalking, tra queste quella che riguardò Eddy Tavares, l’aggressore di Gessica Notaro. A mettere in fila i numeri, diffusi nel dicembre scorso in un convegno in Prefettura, è la candidata al Senato del Movimento 5 Stelle Carla Franchini che avanza una proposta “che mi impegnerò ad adottare, se entrerò in Parlamento, è quella del braccialetto elettronico (che poi in realtà è una cavigliera). In sostanza, al momento dell’ammonimento, al reo verrebbe montato alla caviglia un apparecchio che, in caso di troppa adiacenza con la vittima, emana un impulso tale da far squillare il cellulare della stessa, avvertendola così del pericolo, e mettere in allarme le forze dell’ordine“.

La Franchini ricorda che “la norma già c’è, esiste. E in molti casi potrebbe rappresentare la salvezza per molte donne. Ma è finita nell’oblìo, inspiegabilmente. Una cosa è certa: è ora di ritirarla fuori dal cassetto in cui è stata rinchiusa, e se è, magari, troppo morbida o, se così come concepita, concede troppa discrezionalità al giudice per la sua messa in pratica, vorrà dire che la renderemo più rigida, vincolante e repressiva. In altre parole efficace. Non è possibile, infatti, così come riporta un servizio giornalistico di qualche tempo fa del Corriere della Sera, che la norma, a partire dal 2013, sia stata applicata una sola volta“.