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Il trucco del M5S per finanziare Italia 5 Stelle

La trasparenza del MoVimento 5 Stelle ci rivela ogni tanto alcuni particolari interessanti. Ad modello come utilizzano i consiglieri regionali eletti tra le fila del M5S i rimborsi per le spese che sostengono per l’attività di mandato? Il MoVimento ha sempre spiegato che i propri portavoce – a qualsiasi livello – rendicontano al centesimo le spese sostenute. Non un euro di più del necessario rimane in tasca agli eletti, che donano tutto il resto finisce nel fondo delle restituzioni. Soldi destinati a progetti a favore del territorio.

La trasparenza del MoVimento 5 Stelle sui rimborsi


Uno sforzo inammissibile da parte del popolo pentastellato. A tutti i livelli, perché anche i consiglieri regionali, dall’alto dei loro stipendi da tremila euro hanno deciso di contribuire alla realizzazione dell’evento. Con il trucco, perché mentre i privati cittadini hanno pagato di tasca propria i consiglieri del M5S si sono fatti rimborsare le spese per Italia a 5 Stelle utilizzando appunto i rimborsi spese. Nulla di illegale, sia ben chiaro, ma è senza dubbio una nota stonata da parte di chi predica l’onestà. In fondo grazie ai rimborsi è come se quell’evento l’avessero pagato tutti i cittadini con le loro tasse.

I consiglieri che si fanno rimborsare dai cittadini le spese per Italia a 5 Stelle


 
Altrove la rendicontazione è molto più opaca e probabilmente i rimborsi per “il contribuito richiesto per italia a 5 Stelle” sono finiti all’intimo della voce “eventi sul territorio”. Rimane il dato, incontrovertibile, che il M5S – esattamente come tutti gli altri partiti – fa pagare ai contribuenti gli eventi per la campagna elettorale che organizza. Certo, il MoVimento “ha rifiutato” i rimborsi elettorali, ma grazie ai rimborsi dei portavoce riesce lo stesso a trovare il denaro per organizzare gli eventi.