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Rimborsopoli M5S: il buco da 226mila euro nelle restituzioni del MoVimento 5 Stelle

«Lei m’amò / Tu l’amasti / io no / i verbi non coincidono / che c’entro io?», cantava un ispiratissimo Battisti. Qui a non coincidere invece sono i soldi e la condizione è peggiore di un pianto a piovere. Il caso Cecconi & Martelli ha fatto scoppiare il bubbone delle restituzioni del MoVimento 5 Stelle perché certifica un buco da 226mila euro, ovvero la differenza tra quanto, 23.418.354 euro, i parlamentari grillini hanno dichiarato – sul sito autogestito tirendiconto.it – di aver versato nel fondo per il microcredito, tagliandosi lo stipendio, e quanto risulta dal prospetto del ministero dello Sviluppo economico che quel fondo lo gestisce, (23.192.331 euro).

Il buco delle restituzioni del MoVimento 5 Stelle

La tabella che riepiloga i numeri e certifica l’esistenza del buco è stata pubblicata oggi da La Repubblica e La Stampa e arriva dopo che, come racconta Ilario Lombardo, il famoso servizio delle Iene che aveva “seccato” Andrea Cecconi e Carlo Martelli, che doveva andare in onda domenica, è stato invece impedito per ragioni di par condicio. E dopo che ieri è arrivata un’altra dimostrazione concreta del concetto di trasparenza nel M5S: all’esterno delle Officine Cantelmo di Lecce il candidato premier Luigi Di Maio è stato impedito dall’inviato del programma Filippo Roma. Davanti alla sede dove era stata fissato l’convegno con gli elettori si sono accalcate numerose persone attorno alla troupe televisiva e al giornalista del format di Mediaset. Tra spintoni e ressa, Di Maio è riuscito a guadagnare il palco, bypassando la conferenza stampa con i giornalisti predisposta dagli organizzatori dell’iniziativa.

Cosa è accaduto? Secondo calcoli interni è di circa 90 mila euro la cifra che i due grillini non avrebbero versato, ma il punto è che mancherebbero ulteriori 136 mila euro dal totale dichiarato su tirendiconto.it.

M5S: il buco con il tirendiconto.it intorno

Il fatto che i grillini abbiano deciso soltanto oggi – e soltanto dopo lo schianto del bubbone – di effettuare controlli accorgendosi del problema dimostra l’assoluta incapacità di controllo e verifica di quanto accade dentro il partito di Di Maio, e fa sorridere che chi non controlla i suoi avrebbe anche l’ambizione di guidare un paese. Spiega Annalisa Cuzzocrea su Repubblica:

Ma Emanuele Buzzi sul Corriere della Sera spiega che c’è un altro dato che emerge dalle rendicontazioni: quello di cui si è parlato per tanto tempo online, ovvvero l’aumento dei costi di vita e lavoro per alcuni deputati e senatori, che ha avuto un’impennata nel 2017:

Il servizio delle Iene su Cecconi & Martelli

E mentre sulla Stampa si racconta che un’anteprima del servizio verrà mandata in onda domattina (probabilmente su Facebook) dalle Iene, Luca De Carolis e Paola Zanca sul Fatto Quotidiano spiegano  che finora non c’è stato alcun controllo sullo strumento principedella trasparenza,il sito in cui ogni mese i parlamentari rendicontano le loro spese e allegano copia del bonifico con cui restituiscono il dovuto:

Insomma, il punto non è economico ma politico. E riguarda la fragorosa caduta dal pero che effettuano i 5 Stelle ogni volta che qualcuno di loro viene beccato dalla stampa o dagli altri attivisti a fare qualche cosa che non va. Si parte ogni volta dalla negazione di un problema con accuse alla stampa cattiva, alla parziale ammissione dell’esistenza di un problema con accuse alla stampa cattiva, per giungere finalmente alla conoscenza reale del problema grazie a quanto scrive la stampa cattiva, a cui di solito segue di nuovo la fase della negazione dell’esistenza del problema accompagnata dalla espressione “Eh ma allora gli altri?”. Un metodo perfettamente gestibile, per carità: le maestre degli asili di tutta Italia lo risolvono ogni giorno. Il dramma però è che chi si comporta così vorrebbe anche governare un paese. Con lo stesso metodo, evidentemente.

EDIT: Dimostrando nell’occasione onestà intellettuale e coerenza, la deputata Carla Ruocco del M5S rilascia questa nota alle agenzie di stampa in cui dice sì alla messa in onda del servizio delle Iene: “Quando Renzi fece una figuraccia con i disabili prima del referendum le Iene non poterono uscire col servizio. E dov’era Anzaldi all’era? Dove Fiano? Dove il resto del Pd? A trincerarsi dietro la stessa par condicio che oggi attaccano. Per noi le Iene possono anche uscire col servizio, non abbiamo nulla da nascondere. Chi sbaglia nel M5S paga, loro invece ne fanno curriculum e li candidano. a proposito: quanto ha restituito Anzaldi? Zero, come i suoi colleghi di partito. Vergogna, e’ l’unica cosa che dovrebbero provare”.