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Covid-19, Chimienti (M5S): “Il governo tuteli i docenti e la loro salute. Sul numero dei contagi occorre trasparenza”

L’ex deputata del Movimento Cinque Stelle, Silvia Chimienti, sulla propria pagina Facebook, ha pubblicato un lungo post in cui chiede chiarezza sulla gestione dell’emergenza coronavirus a scuola.

“A scuola c’è molta preoccupazione. Lo si tocca con mano. I contagi salgono di giorno in giorno e le aule, volenti o nolenti, non sempre sono luoghi sicuri.  Anche se molti contagi avvengono altrove, le scuole aperte moltiplicano le opportunità di convegno e assembramento.  E allora, crediamo ci siano diverse riflessioni da fare. Le facciamo senza alcuna polemica e con la sola intenzione di fotografare la realtà che viviamo ogni giorno”.

1. Gli alunni non hanno l’obbligo di indossare la mascherina, se sono seduti al banco. Ma non c’è nessun altro luogo in Italia in cui gruppi di 20-25 persone possano trascorrere 5-6 ore di seguito al chiuso senza indossarla. Il nuovo dpcm preveda l’obbligo di mascherina per gli studenti.

2. Ipotizzando che gli studenti riescano a stare per sei ore di fila in condizione di staticità, è sufficiente un metro di distanza o ne servono due? I documenti ufficiali si contraddicono: il governo chiarisca questo punto.

3. Numeri dei contagi e comunicazioni ufficiali riguardo i casi di positività che si registrano nelle scuole: è possibile avere trasparenza? Non è un diritto dei lavoratori e delle famiglie venire a conoscenza della condizione dei contagi nella propria scuola? I numeri dei contagi nelle scuole sono realmente quelli che circolano o sono molti di più e sta diventando difficile anche per le ALS tracciarli?

4. Protocolli differenti: perché ogni medico e ogni ASL decidono discrezionalmente se effettuare o meno i tamponi su studenti e personale? Sarebbe fondamentale avere la disponibilità di accedere ai tamponi velocemente e regolarmente, al momento invece si scoraggia il ricorso al tampone nella maggior parte dei casi.

5. I docenti che hanno avuto ore di lezione in classi in contumacia non sempre vengono messi in contumacia a loro volta ma vengono costretti all’isolamento fiduciario attivo. Che significa: non puoi uscire di casa se non per andare a lavorare. Non sarebbe più corretto e sicuro richiedere ai docenti di stare in contumacia e semmai continuare a seguire i propri ragazzi a distanza?

6. La demonizzazione della DAD. Ci sono riusciti a far passare l’idea che sia stato un fallimento mentre nella maggior parte dei casi è stato un esperimento riuscitissimo. Se almeno per le scuole superiori, nella prima parte dell’anno, si fosse previsto un mix di distanza e presenza si sarebbero liberati spazi per i più piccoli (quelli che fondamentalmente non possono restare soli a casa dinanzi al pc) e si sarebbe alleggerito il carico sui trasporti pubblici. E forse oggi il contagio sarebbe più contenuto. Si è ancora in tempo per invertire la rotta.

7. Vaccini antinfluenzali: il personale scolastico e gli studenti devono potervi accedere in massa e gratuitamente. I docenti non hanno un’indennità di azzardo nella loro busta paga ma oggi sono in trincea come lo sono stati i medici qualche mese fa. Parole di Conte. Allora questo è il momento in cui si deve scegliere di tutelarli e valorizzarli, a fronte della richiesta di impegno e responsabilità. Non devono sentirsi mai più dire: “andate a lavorare, siete stati in spiaggia e ora non volete andare a scuola, volete la dad per non lavorare”.

Il governo per primo tuteli gli insegnanti, rispetti il diritto alla salute loro e delle loro famiglie e gli restituisca il prestigio sociale che meritano. E chissà che forse non ne usciremo davvero migliori.