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Ciampi (M5S): "Mia ricandidatura solo se c'è la dichiarazione di dissesto del Comune"

Con un messaggio lasciato sulla propria bacheca facebook. Vincenzo Ciampi, il sindaco più breve della storia avellinese, solo 5 mesi, è orientato a non presentarsi alle elezioni amministrative. “Come è noto ho subordinato la mia ricandidatura alla dichiarazione di dissesto finanziario anche da parte del Commissario, in quanto convinto, tuttora, che esso rappresenti l’unico rimedio utile per affrontare, gestire e risolvere la grave crisi finanziaria in cui versa il Comune di Avellino. Del resto, avendolo approvato in Giunta ritenevo doveroso verso gli avellinesi continuare il mio impegno qualora il dissesto fosse stato confermato dal Commissario. 
Siccome, a tutt’oggi, la soluzione del Commissario non è ancora pervenuta, le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale si avvicinano sempre più e continua lo stato di incertezza al riguardo comunico la mia soluzione di non ricandidarmi” scrive l’ex primo cittadino del Movimento 5 Stelle. I grillini, infatti, hanno puntato molto su questo tema per “demonizzare” le vecchie gestioni di centrosinistra che impera in città da decenni.

I commissari che stanno spulciando il bilancio non si sono espressi in merito. Ma l’ex sindaco Ciampi spiega: “La dichiarazione di dissesto, sarebbe stata l’unica circostanza che mi avrebbe indotto a riproporre la mia candidatura derogando ad una mia profonda persuasione: per un cittadino comune come me l’impegno “politico” deve essere a tempo determinato per cui finito il mandato (comunque sia finito) bisogna tornare a tempo pieno alla propria vita familiare, lavorativa ed affettiva”. E nel messaggio di addio aggiunge”Ovviamente, colgo l’occasione per confermare la mia piena attinenza e la mia convinta adesione ai valori, ai principi e al progetto politico del M5S
Un progetto di cambiamento e rottura rispetto al passato che è già stato premiato lo scorso 24 giugno dal popolo avellinese al quale va il mio più sentito grazie per avermi dato la possibilità e l’onore di servire la mia città che spero sia anche la città di mio figlio.
Il periodo è stato brevissimo ma l’impegno è stato massimo per il bene della città, per tenere fede alle promesse elettorali e, infine, per mantenere fino alla fine quella coerenza che per me è una virtù soprattutto nella vita pubblica”.