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Meno lavoro nei festivi: c'è la proposta M5s

Come preannunciato poche settimane fa dal vicepremier Luigi Di Maio, il governo si prepara a metter mano al decreto 'Salva Italia' che nel 2011 diede il via alla completa liberalizzazione degli orari nel commercio. L’obiettivo è quello di una maggiore regolamentazione delle aperture domenicali e nei giorni festivi per tutti gli esercizi commerciali. Un ritorno al passato, per certi versi, ma anche un adeguamento della realtà italiana a quella dei principali Paesi europei, dove in genere la normativa è più attenta a rispettare le tradizioni civili e religiose e il diritto al riposo di quanto non sia la nostra. Ieri il sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi (M5s) ne ha discusso con i sindacati di base ribadendo la volontà dell’esecutivo di «porre rimedio agli effetti negativi delle liberalizzazioni introdotte dal governo Monti», un «problema di grandi proporzioni » su cui «migliaia di lavoratori e commercianti attendono risposte».

Una proposta di legge è già in Parlamento e ricalca quella depositata dai Cinquestelle nella scorsa legislatura che prevedeva – nell’ambito di un maggiore potere regolatorio assegnato a Regioni ed enti locali – l’apertura di non oltre il 25% degli esercizi di ogni singolo territorio la domenica e nei giorni festivi. Il tetto riguarderebbe tutti i settori merceologici e prevederebbe in sostanza una turnazione delle aperture tra i punti vendita (con un massimo di 12 nell’anno ciascuno). Norme da cui sarebbero escluse le zone turistiche, dove valgono i picchi di stagionalità, ma non il commercio on line: sì agli acquisti domenicali via Internet ma rinvio ai giorni feriali della lavorazione effettiva degli ordini. Attualmente nella grande distribuzione le chiusure festive sono diventate una rarità, condizione che pesa sui lavoratori dei centri dello shopping e delle grandi catene e condiziona l’attività dei piccoli esercizi. Nella scorsa legislatura si era arrivati a una proposta di regolamentazione (sintesi tra le istanze dei partiti e il progetto di legge di iniziativa popolare sostenuto anche dalla Conferenza episcopale italiana) che prevedeva la chiusura obbligatoria in 12 festività durante l’anno. Una mediazione non certo radicale ma che tuttavia ha segnato il passo, bloccata da veti e pressioni. Ora il M5s ci riprova. I sindacati di categoria sono favorevoli all’intervento e chiedono un convegno al ministero per discuterne. «Bene il superamento del decreto Salva Italia sulle liberalizzazioni degli orari che tanti disagi ha creato agli oltre 3 milioni di lavoratrici e di lavoratori del commercio al dettaglio e della grande distribuzione organizzata», ha commentato ieri la Fisascat Cisl. Nel mondo imprenditoriale Confersercenti è favorevole a una maggiore regolamentazione, Confcommercio più prudente mentre la grande distribuzione è decisamente contraria.