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Tensione M5S, "il direttorio non ci serve"

"Programma, programma, programma. Dobbiamo seguire quello, non ci serve il direttorio". Lo dice all'AdnKronos il deputato M5S Danilo Toninelli, commentando l'ipotesi di un ritorno al direttorio, il comitato operativo formato da Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia, archiviato da Beppe Grillo nel 2016 dopo due anni di vita.

Resta insomma alta la tensione tra i 5 Stelle dopo l'incoronazione di Di Maio come candidato premier e nuovo capo politico del Movimento. La tregua armata, siglata durante la kermesse di Italia 5 Stelle, vede ancora distanti gli ortodossi di Fico dal resto della compagine parlamentare vicina a Di Maio, oltre che dai vertici M5S.

NUOVO DIRETTORIO - La richiesta dell'ala ortodossa, contraria ad assegnare al neo-candidato premier i poteri del capo, consisterebbe nel ritorno a una gestione più collegiale della vita politica del Movimento: una sorta di nuovo direttorio.

NESSUNA DISCUSSIONE - Fonti M5S di primo piano negano però che il tema sia stato discusso nel corso dell'convegno avuto ieri a Milano tra Di Maio e Davide Casaleggio nella sede della Casaleggio Associati, sottolineando che il tragitto ormai è stato tracciato: Di Maio è il nuovo capo politico e non ci sarà alcun ritorno al direttorio né si procederà con la creazione di organismi simili, spiegano. Una posizione sposata anche da Danilo Toninelli.