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Nuovo statuto: il M5S cambia pelle

Le regole del M5S sono imminenti e, chi le ha già lette, assicura che saranno una "vera e propria bomba" destinata a cambiare pelle al Movimento. E non si tratta solo delle norme che decideranno le 'parlamentarie' grilline -vale a dire le regole per candidarsi in Parlamento- ma anche di quelle contenute nel codice di atteggiamento degli eletti, il codice, per intenderci, che all'arrivo del M5S nei Palazzi romani vietava la partecipazione ai talk show televisivi, paletto poi saltato nel corso della legislatura. E' il combinato disposto tra regole per le parlamentarie e nuovo codice che produrrà una piccola rivoluzione nel Movimento.

Movimento di cui Beppe Grillo resta garante, con un ruolo che però continua ad apparire sempre più defilato. La comunicazione degli eletti passerà dal 'blog delle Stelle', mentre il blog del comico genovese, un tempo voce e vetrina del M5S, è destinato a vivere sempre più di temi indipendenti, viene spiegato all'Adnkronos. Non solo. Il vecchio codice di atteggiamento prevedeva che lo staff della comunicazione fosse definito da Beppe Grillo in termini di organizzazione, strumenti e scelta dei membri. Nel nuovo codice Grillo viene sgravato da questo ruolo. Tra le novità, stop alla turnazione trimestrale dei capigruppo di Camera e Senato (tempi più lunghi), mentre dovrebbe restare immutata la rendicontazione delle spese per deputati e senatori, con i tanto temuti 'scontrini' che segnarono l'inizio della vita parlamentare grillina.

Qualcuno, nelle file 5 Stelle, aveva proposto di liberarsi una volta per tutti della rendicontazione - ritenuta da molti un meccanismo troppo farraginoso - e fissare una quota da restituire mensilmente. Ma la vecchia pratica degli scontrini sembrerebbe avere avuto la meglio.

Nelle nuove regole, come prevedibile, un ruolo sempre più centrale sarà destinato a Luigi Di Maio, che dovrebbe avere un peso decisivo anche sulle scelte assembleari. Il candidato premier dei 5 Stelle, inoltre, dovrebbe avere l'ultima parola sui collegi uninominali, mentre per i listini proporzionali sarà decisivo il voto della Rete.

Prevista, a quanto apprende l'AdnKronos, anche una multa da 100mila euro contro i cambi di casacca dei futuri parlamentari 5 stelle. Questo, per evitare fughe verso altri partiti dopo i numerosi casi registrati nelle file grilline durante la XVII legislatura.

Contro il pericolo di 'imbarcare di tutto' - copyright Beppe Grillo - arriva inoltre il filtro di qualità sulle candidature. A detenerlo, il candidato premier Luigi Di Maio, che, sentito il garante Grillo, potrà stabilire se tra gli aspiranti parlamentari grillini ci siano condotte contrarie al codice e ai dettami del movimento. Ed esprimere, in tal caso, parere contrario e vincolante. Questo, viene spiegato da fonti autorevoli, per giungere alla formazione di un gruppo parlamentare coeso ma attuare anche una scrematura di qualità. E il 'bollino', stando a quanto previsto dalle nuove regole, è detenuto da Di Maio.

Tra le altre novità, anche l'apertura alla società civile per le candidature nei collegi uninominali. Questo, viene spiegato, per venire convegno alle tante richieste di professionisti, imprenditori e altre figure che si sono avvicinate al Movimento, ma non sono ancora iscritte e che, con le classiche regole grilline, sarebbero impossibilitate a candidarsi. Potranno quindi proporre la propria candidatura anche persone esterne al MoVimento che si sono distinte sul territorio per la loro professionalità e competenza.

NUOVO 'NON' STATUTO - Non solo nuovo codice di atteggiamento e regole ad hoc per le parlamentarie grilline. A quanto apprende l'Adnkronos, è in arrivo anche un nuovo 'non statuto' del M5S. Si tratta di una novità del tutto inattesa, visto che lo statuto 5 stelle era stato modificato appena un anno fa - nel settembre 2016 - per mettere a riparo il Movimento dalle grane giudiziarie legate alle espulsioni. E anche stavolta, viene spiegato, la soluzione di dotarsi di un nuovo statuto sarebbe legata a nuovi assetti del movimento per schivare nuovi ricorsi in tribunale e relativi risvolti giudiziari.

Proprio a tal fine, i vertici grillini hanno lavorato in questi mesi, e in assoluto riserbo, a un nuovo statuto, che, in combinato disposto con il codice di atteggiamento e le regole per le parlamentarie, dovrebbe decretare una vera e propria rivoluzione delle norme interne al Movimento.