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M5S, l'odissea di Vignaroli: "Ancora positivo, interrogo governo su caso Sardegna"

La vacanza in Sardegna è costata cara al deputato 5 Stelle Stefano Vignaroli, risultato positivo al Covid dopo alcuni giorni passati in Costa Smeralda. Dal 26 agosto, giorno in cui il parlamentare ha annunciato su Facebook di essersi ammalato, Vignaroli non è ancora uscito dal tunnel del coronavirus: nel frattempo però il pentastellato ha presentato una interrogazione ai ministri dell'Interno, della Salute, del Lavoro e dei Trasporti per far luce sul boom dei contagi nella Regione amministrata da Christian Solinas e sollecitare il governo ad adottare ulteriori contromisure.

"In una condizione così complessa - dice Vignaroli intervistato dall'Adnkronos - le responsabilità sono diffuse e riguardano sia i singoli sia i proprietari di locali e stabilimenti balneari che hanno consentito l'accesso a persone senza mascherina e assembramenti, sia le autorità locali che non hanno controllato e non sono intervenute, sia infine le istituzioni centrali, che non hanno richiamato gli enti locali ai propri compiti. Al di là delle polemiche, occorre sempre coadiuvare". Per il deputato, la condizione a bordo del traghetto che lo ha condotto in Sardegna "aveva dell'inammissibile": "Ho visto persone che di nascosto si misuravano la febbre e prendevano la tachipirina: scene dinanzi alle quali ho contattato il personale di bordo", racconta il presidente della Commissione di inchiesta sui rifiuti.

"Non c'era gel igienizzante da nessuna parte, solo al ristorante. I bagni erano stretti e senza gel per igienizzare le mani all'uscita. Questo moltiplicava i rischi, considerando anche che il funzionamento dei bagni era totalmente manuale". "Sui divanetti - aggiunge Vignaroli - non era garantito nessun distanziamento. In fase di sbarco mi sono trovato impedito nei corridoi con i passeggeri ammassati, senza alcun tragitto obbligato da seguire per evitare assembramenti".

Alla domanda sulle sue attuali condizioni di salute, il parlamentare M5S risponde: "Sto bene. Al momento i tamponi che ho fatto sono ancora positivi e sto dunque continuando la contumacia. Pesa l'isolamento. In alcuni momenti i contatti con l'autorità sanitaria non hanno funzionato e questo mi ha fatto sentire un po' spaesato. Basti dire che sul sito della Regione Lazio non c'è ancora il risultato del mio tampone del 21 agosto, che ho fatto dopo due ore di fila in macchina sotto il sole. Il risultato mi è stato solo comunicato a voce. Dopo essere risultato positivo, per giorni neppure uno mi ha detto cosa fare e quali medicine prendere. Solo dopo 10 giorni mi hanno chiesto con chi avevo avuto contatti. Hanno addirittura sbagliato la mia Asl di attinenza".

E su negazionisti e no mask che di attuale hanno manifestato a Roma, osserva: "Basta ascoltare le dichiarazioni dei no mask per rendersi conto delle contraddizioni che li caratterizzano. E' vero che la comunità scientifica su molti aspetti non ha una posizione univoca, ma da qui a negare il Covid 19 ce ne corre".

"Per quanto mi riguarda, il mio lavoro di questi mesi parla da solo. Mi sono molto battuto, sempre attenendomi alle indicazioni degli scienziati, per limitare l'usa e getta nella protezione dalla pandemia, a partire dalla mia battaglia per le mascherine riutilizzabili: dunque sì mask e massima attenzione alle misure di protezione, perché il virus esiste eccome, ma limitando al minimo il monouso, perché spesso non garantisce maggiore sicurezza", raccomanda Vignaroli.