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Reinventiamo Roma M5S, Fassina denuncia: “È una speculazione immobiliare” - Affaritaliani.it

Si chiama “Reinventiamo Roma”, una vera rivoluzione per i luoghi abbandonati che da patrimonio della città potrebbero diventare luoghi a basso impatto ambientali o grandi occasioni di speculazione. È per questo che alla presentazione del progetto, il sindaco Virginia Raggi si fa gli auguri da sola: “Facciamoci un grande in bocca a al lupo”.

Chi invece festeggia un pezzo del lavoro e del possibile guadagno già avviato è il C40 Cities Climate Leadership Group, il gruppo di 40 città sparse in tutto il mondo che ha deciso di aprire i propri luoghi abbandonati agli investitori privati per avviare operazioni di recupero di spazi inutilizzati all'intimo ma anche in punti pregiatissimi delle aree urbane, sotto il segno delle zero emissioni di carbonio, della resilienza e della sostenibilità.

Roma partecipa - insieme ad altre 8 città del mondo – così al concorso con il programma ReinvenTIAMO Roma che si svilupperà attraverso una call per progetti innovativi mediante manifestazioni di interesse e procedure concorrenziali rivolte a investitori, operatori, progettisti in dialogo con l’amministrazione pubblica e le comunità. I team partecipanti dovranno avanzare proposte creative in termini di contenuti e forma, nonché dimostrare che sia possibile ottenere elevate prestazioni ambientali unitamente ad un’architettura di alta qualità e a benefici per la comunità.

Cinque immobili in gara: Istituto Vertunni nel Municipio V, Ex Filanda nel Municipio VII, Ex Mercato di Torre Spaccata nel Municipio VI, Mira Lanza nel Municipio XI, Stazione Tuscolana nel Municipio VII (in partnership con FS Sistemi Urbani – Gruppo FS Italiane).

E sul risultato del progetto la Raggi getta il cuore oltre l'ostacolo: “Ci piacerebbe che i cittadini, che talvolta vorrebbero dei risultati immediati, comprendessero che non tutto è immediato. Il cambiamento è profondo, inesorabile e lento. E una cosa difficile ma è una grande sfida, raccontiamola insieme”.

È lo sfogo della sindaca di Roma Virginia Raggi durante la presentazione in Campidoglio del progetto. “Talvolta leggiamo semplificazioni, quando si scrive e si racconta proviamo a raccontare cosa c'è dietro e cosa stiamo provando a fare in questa città, con progetti di caratura internazionale ai quali la città non ha mai partecipato. Roma è una città di una complessità inimmaginabile di cui forse neppure uno si rende conto, abbiamo deciso di sciogliere nodi incastrati da anni, stiamo provando a cambiare il paradigma. E allora - ha concluso - facciamoci un grande in bocca al lupo”.

Ma a Sinistra c'è già chi grida alla svendita del patrimonio immobiliare, con la maschera della rigenerazione e della resilienza. Come Stefano Fassina, consigliere comunale di Sinistra per Roma e deputato Leu, che replica alla Raggi: “Cara sindaca Raggi, i progetti per la cosiddetta valorizzazione del patrimonio immobiliare capitolino vanno in direzione opposta alle urgenze sociali della città. I bandi previsti da ReinvenTiAmo Roma sono operazioni di sostanziale privatizzazione di un patrimonio che spesso non è abbandonato e in disuso, ma occupato da famiglie disperate e in lista d'attesa per una casa popolare da anni. Le belle parole sulla rigenerazione e riqualificazione di aree della città, sono solo la foglia di fico che nasconde l'indifferenza verso il dramma di 15.000 famiglie senza casa e costrette occupare e sotto sgombero, oltre alle centinaia di migliaia 'equilibristi della povertà', fotografati dalla Caritas di Roma nel suo Rapporto annuale”.

“Al contrario – continua Fassina – tutto il patrimonio capitolino non utilizzato per le attività istituzionali deve essere vincolato all'edilizia residenziale pubblica. Particolarmente inaccettabile l'inserimento nel bando 'Reinventing' della ex scuola di via Cardinal Capranica sgomberata nei mesi scorsi. Ancora oggi decine di bambini pendolano da Centocelle dove sono ancora ospitati in condizioni precarie e inadeguate al XIV Municipio per andare a scuola. Le esigenze della parte più sofferente dei cittadini, evidentemente, non sono la priorità di questa Amministrazione”.