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Sanchez: "governo italiano anti-europeo ed egoista"

Il motivo per cui le intenzioni di voto politiche dovrebbero cambiare a seconda di quanto si verifica in elezioni amministrative ha a che fare col concetto di “effetto bandwagon”: ossia quella dinamica per cui i consensi tendono più facilmente ad aumentare per chi risulta vincente e altrettanto facilmente ad allontanarsi da chi emerge come sconfitto. Proprio alle comunali di 5 anni fa, per dire, i consensi verso il Movimento 5 Stelle schizzarono verso l’alto nei sondaggi nazionali quando Federico Pizzarotti sconfisse il candidato del PD a Parma. Da partito di protesta semi-clandestino che era, il M5S si affacciò sulla scena come soggetto politico di primo piano, calamitando da quel momento consensi da elettori che in precedenza non lo avevano tenuto in considerazione.

di domenica scorsa. Come si è notato, i 160 comuni superiori (cioè con più di 15 mila abitanti) andati al voto costituivano un campione quasi perfettamente rappresentativo del voto politico nazionale. Le percentuali in questi 160 comuni, cioè, erano quasi esattamente le stesse riscontrate sul piano nazionale in diverse occasioni: le Politiche 2013 e le Europee 2014, ma anche il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Come mostra il nostro grafico interattivo a torta, il dato aggregato delle aree in queste elezioni comunali (calcolato in base ai voti raccolti dai candidati sindaco) fa segnare un forte arretramento del Movimento 5 Stelle, che passa da valori ben superiori al 20% (27% nel 2013, 22% nel 2014) a un più modesto 10%. I candidati sindaco sostenuti dal PD e dagli altri partiti dell’area progressista fanno segnare invece complessivamente il 43%      , un dato vicino al 45% raccolto alle Europee dalla somma di PD e lista Tsipras. La crescita più interessante riguarda però il centrodestra, le cui alleanze (in cui erano presenti Forza Italia, la Lega o FDI) raccolgono complessivamente il 33%, in aumento di ben 9 punti rispetto ai voti raccolti dai tre partiti di area nel 2014.

Certo, confrontare i dati di elezioni diverse (politiche, europee e amministrative) è un’operazione che si presta a mille contestazioni. Ma non è tanto per quello che i grillini devono temere un calo dei consensi nelle prossime settimane: se tra dieci giorni il Movimento non riuscirà a vincere bene almeno nei 10 ballottaggi a cui è riuscito ad accedere, l’eco mediatica (e politica) della sconfitta finirà inevitabilmente per avere effetti (negativi) sui consensi verso il M5S.