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Di Maio non basta: M5S continua a calare nei sondaggi. A vantaggio dei soliti noti 

La tabella di questa settimana ci fornisce anche una (parziale) panoramica sui “micro-partiti”, in particolare su due soggetti di cui le cronache politiche hanno parlato spesso nei mesi scorsi: il movimento di Giuliano Pisapia (“Insieme”) e quello animalista fondato – con la “benedizione” di Silvio Berlusconi – da Michela Vittoria Brambilla.

Va premesso che sono ancora troppo pochi gli istituti di sondaggio che includono questi partiti tra le opzioni nei loro questionari sulle intenzioni di voto. Il Movimento Animalista è stato inserito solo da due settimane nel sondaggio settimanale condotto da EMG per il Tg di La7. Ed entrambi, quando vengono rilevati, non ottengono mai percentuali significative. Per questo, spesso finiscono nella voce “Altri partiti” insieme ad altre liste minori.

Perché il ruolo dei micropartiti è importante?

La risposta è nella legge elettorale attualmente in discussione, il cosiddetto “Rosatellum bis” (LINK ARTICOLO AGI). Questa legge prevede una soglia di sbarramento “ufficiale” del 3%, che ad oggi sembra condannare questi soggetti a restare fuori dal Parlamento. Eppure, similmente a quanto avveniva ai tempi del Porcellum, anche il loro peso potrebbe contare, e perfino essere decisivo: il Rosatellum bis infatti prevede che i voti dei partiti che non superano il 3% ma che ottengono almeno l’1% concorrano ad aumentare il “bottino” dei partiti principali della coalizione. Da questo punto di vista, sia Pisapia che la Brambilla potrebbero tornare utili rispettivamente al Partito Democratico e al centrodestra come liste in grado di evitare la “dispersione” dei voti. In cambio, potrebbero contrattare qualche candidatura nei collegi uninominali con buone possibilità di vittoria, cosa che difficilmente otterrebbero correndo da soli.