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Salvini: "C'è il chiaro intento di andare indietro"

"Staremo attenti nei prossimi giorni perché non si crei a Roma un'alleanza innaturale, una coppia contro natura tra Pd e 5 Stelle, tra Renzi e Grillo per riaprire i porti italiani. Cercheremo di opporci con ogni energia che abbiamo in corpo perché in Italia arrivino le persone perbene, ma si possano rispedire a casa loro i troppi delinquenti che la sinistra ha fatto giungere negli anni passati", 'ha detto Salvini in diretta Facebook da Recco.

"Pensate in che Paese strano viviamo, dove un avvocato del Tribunale amministrativo del Lazio vuole dare il permesso a sbarcare in Italia ad una nave straniera carica di immigrati stranieri - ha aggiunto Salvini - Io firmerò nelle prossime ore il mio no perché non voglio essere compartecipe dei trafficanti. C'è una nave spagnola, in acque maltesi che si rivolge ad un tribunale italiano, ma non si capisce perché. C'è il chiaro intento di andare indietro, tornare ad aprire i porti italiani e far diventare l'Italia il campo profughi d'Europa: finché avrò vita non mi arrendo a questa vergogna" ha detto il vicepremier.

Rispettare le norme di legge che impongono di assistere e tutelare i minori, come quelli ospitati sulla Open Arms: è questo, stando a quanto apprende l'AGI, il contenuto della lettera inviata questa mattina dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro dell'Interno e, per conoscenza, ai ministri della Difesa e delle Infrastrutture e Trasporti, Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli. Conte nella lettera precisa che la tutela dei minori è stata la bussola che ha orientato l'agire del governo anche nei casi analoghi accaduti in passato.

Cresce la tensione sulla nave: "Si rischia un'esplosione di violenza"

Il fondatore della Ong, Oscar Camps, in una intervista radiofonica al canale spagnolo Cadena Ser ha riferito che i 19 membri di equipaggio contengono a fatica i contrasti che nascono "sul cibo, su posti all'ombra o al sole, per la fila verso i bagni", due in uno spazio complessivo di 180 metri quadri. Ora con le onde sempre più alte la condizione potrebbe diventare ancora più drammatica. 

Potrebbe esplodere da un momento all'altro la tensione a bordo della nave e "qualcuno potrebbe restare ferito o morire" in possibili scontri, ha detto ancora Camps. Molti migranti sono esasperati perché "non possono chiamare i propri cari a casa". Altri hanno cominciato uno astensione dal lavoro della fame. Il quadro è destinato a deflagrare in una esplosione di violenza" e ciò, ha aggiunto Camps, "trasformerebbe il tutto in una tragedia". 

In mare anche la Ocean Viking con 356 persone a bordo

Situazione non migliore per la "Ocean Viking", che ieri pomeriggio ha lasciato le acque Sar libiche e puntato decisamente verso Italia e Malta: fonti del Viminale avevano spiegato che la nave aveva chiesto un "porto sicuro" a Tripoli e che la richiesta era stata accolta ma i responsabili di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere hanno chiarito a stretto giro di posta che riportare i migranti in Libia rappresenterebbe "una violazione del diritto internazionale".

Complessivamente, a bordo ci sono 356 persone, 92 delle quali minori non accompagnati: il che ripropone anche per Ocean Viking lo stesso problema denunciato da Open Arms. "Tutti i sopravvissuti, minori compresi - ha spiegato uno dei medici di Msf a bordo - affermano di essere stati torturati, sottoposti a elettrochoc, picchiati con armi e bastoni o bruciati con plastica fusa".