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La verità è che sullo Ius soli il Movimento 5 stelle ha cambiato idea

la propria privazione anche al Senato sulla proposta di legge che introdurrebbe nuove strade per diventare cittadini italiani – si parla genericamente di ius soli, ma si tratta di una forma ibrida – il Movimento 5 Stelle è stato duramente attaccato. L’accusa è quella di averanche da alcuni vescovi italiani come Guerino Di Tora, presidente della commissione migranti della Cei, e (meno direttamente) Nunzio Galantino, segretario della Conferenza episcopale.

la legge in discussione in Parlamento “un pastrocchio invotabile” e “un provvedimento senza capo né coda”, di aver avanzato una proposta quasi identica, anzi ancora più favorevole per i figli degli immigrati, a inizio legislatura.

presentata alla Camera dei deputati il 14 giugno 2013. Primo firmatario è il pentastellato Giorgio Sorial, nato in Italia da genitori egiziani. Dopo il suo nome compaiono poi quelli di quasi tutto il gruppo del M5S alla Camera, inclusi quelli dei leader Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. Tra le firme mancanti si nota quella di Roberta Lombardi.

, che dopo aver firmato una legge sullo ius soli nel 2013 è finito a far parte di Fratelli d’Italia, che tanto duramente ne contesta oggi una simile.

Il confronto

in aula.

In tutti e tre i casi serve sempre una richiesta all’ufficiale civile.

Le somiglianze

Le differenze tra le due leggi non sono molto grandi. Entrambe le proposte affiancano uno ius soli temperato dal criterio della residenza del genitore a uno ius culturae che si fonda sul compimento di un ciclo scolastico in Italia.

Nel primo caso, quella del M5S è più favorevole per gli immigrati, perché pone a 3 anni il requisito temporale; e anche nel secondo la proposta del M5S era ancor più favorevole agli immigrati, non prevedendo il requisito della residenza da 6 anni, come invece fa la proposta in discussione al Senato.

Una proposta, quest’ultima, che nasce oltretutto proprio dall’unificazione di un disegno di legge di iniziativa popolare e di numerose proposte di legge parlamentari, unificate proprio in quanto simili. Tra queste c’è appunto quella del 2013 del M5S.

Si può quindi dire che, a tralasciare dalla valutazione sul perché questo sia accaduto, il Movimento 5 Stelle ha cambiato posizione sullo ius soli e sulla cittadinanza per i figli degli stranieri nati in Italia o che qui hanno studiato.