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Manovra: Conte, verso fumata bianca, terremo i conti a posto

Intervistato da Lucia Annunziata durante il programma "In Mezz’ora in più", Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano ha detto cosa pensa dell’elezione di Maria Elisabetta Alberti Casellati, anche con il voto del Movimento 5 stelle, come presidente del Senato, dopo che la giornalista gli ha ricordato tutte le volte che l’ha duramente criticata in televisione.

Alla domanda se si pente di averla criticata ha risposto: “L’unica ragione per cui mi dovrei pentire è che ogni volta che litigo con qualcuno in televisione questo diventa presidente del Senato, come è già successo con (Renato) Schifani”. Casellati, ha detto Travaglio ricordando l’assunzione della figlia al ministero dell’Istruzione “è la quintessenza della casta, quella che il Movimento 5 stelle e la Lega volevano cancellare”.

"Di Maio e Salvini d'accordo per fare fuori Berlusconi"

Ma, precisa il direttore, “chi sta in Parlamento deve fare dei compromessi. Gli elettori hanno dato un risultato, c’è un partito che ha avuto più voti in assoluto (M5s, ndr) e una coalizione arrivata prima (Il centrodestra, ndr). Per decenza istituzionale i due vincitori devono avere una rappresentanza”. E aggiunge: “In Forza Italia il più pulito ha la rogna, Casellati forse è la più presentabile di loro”.

Travaglio non critica la scelta del M5s di dialogare con la Lega: “Quando Renzi e Berlusconi si incontrarono al Nazareno dissi che non c’era nulla di strano. All’era i 5 stelle si tirarono fuori e il Pd fece benissimo a parlare con il centrodestra. Il problema arrivò, dopo quando fu eletto per la seconda volta Giorgio Napolitano in opposizione a Rodotà, che se fosse diventato Presidente della Repubblica avrebbe aperto a un dialogo tra 5 stelle e Pd". E ancora: "Se attualmente l’accordo con la Lega riguarda solo le Camere, ed è chiuso a ieri sera, non ci troverei nulla di strano […] Tutti avremmo sperato un presidente del Senato migliore. Ma io non sono in parlamento”.

Per quanto riguarda un possibile accordo tra Lega e M5s Travaglio continua a manifestare il suo scetticismo: “Io credo che quello che è successo ieri racconta una frattura generazionale: due leader di 31 anni (Luigi Di Maio, ndr) e 45 anni (Matteo Salvini, ndr), si sono messi d’accordo per fare fuori Berlusconi, e hanno concordato le procedure per le due elezioni. Non credo che abbiano invece concordato una strategia per governare insieme”.

"M5s e Lega non possono governare insieme, flat tax e ricavo di cittadinanza sono inconciliabili"

Il motivo, spiega il direttore del fatto è semplice: appena andranno al governo “I 5stelle dovranno scegliere in prima battuta il ricavo di cittadinanza, che è la loro misura più attesa. La lega invece dovrà scegliere la flat tax, che è quello che hanno promesso agli imprenditori del nord. Sono misure costosissime e non possono essere fatte insieme. Dipende dagli obiettivi che ti dai. Una sola cosa può fare 5s, e una sola la Lega. Ed è impossibile farle entrambe, sarebbero insostenibili. E se dovessero governare insieme rinunciando a uno di questi due punti i loro elettori li andrebbero a prendere per strada. Non sono così stupidi da rischiare”.

Detto questo, Travaglio conclude: “Però non posso escludere che di Maio impazzisca e faccia un governo con Salvini. Credo però che dopo dovrà diventare l’uomo più scortato d’Italia, perché i suoi elettori sono in larga parte del sud e molti dei loro voti sono fuoriusciti dai partiti della sinistra tradizionale”.

Temi già affrontanti in un’intervista che lo stesso Travaglio ha concesso domenica 25 a La Stampa: “Conviene sia a Salvini che a Di Maio chiudere qui questa collaborazione istituzionale. Se facessero un governo insieme, i 5 stelle sarebbero linciati sulla pubblica piazza. Luigi Di Maio diventerebbe l'uomo più scortato d'Italia. E poi hanno due programmi costosi e incompatibili: non si può pensare di realizzare contemporaneamente la flat tax e il ricavo di cittadinanza".

"Il M5S ha una gran parte di elettori fuggiti dal Pd, che vedono Salvini come fumo negli occhi. Il M5S rischierebbe di perdere non solo voti, ma anche parlamentari eletti al Sud”, e ancora: “Non oso neppure immaginare Di Maio discutere di programma e ministri con la Lega”.

E alla domanda se crede ancora in un'intesa tra Pd e grillini ha risposto: "Se Renzi mantiene il controllo del Pd finirà per sostenere un governo di centrodestra. Se spuntasse fuori qualcuno in grado di capire le ragioni della sconfitta potrebbe invece mettere a punto un programma di riforma sociali da approvare col M5S".