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Di Maio ad Andria, Grazia Di Bari (M5S): «Andiamo a vincere il referendum, il Comune e la Regione»

Luigi Di Maio tornerà ad Andria domenica 13 settembre a partire dalle ore 21:00. Una nuova tappa che il Ministro degli Esteri ha voluto fortemente, per ricambiare l'affetto ricevuto pochi giorni fa, e per sottolineare l'importanza che rivestono per il Movimento 5 Stelle le elezioni amministrative di Andria e le elezioni regionali in Puglia.

Sul palco di Largo Appiani ci saranno anche la candidata presidente Antonella Laricchia, il candidato sindaco Michele Coratella e la consigliera regionale Grazia Di Bari, fra i principali organizzatori dell'evento. «La nostra provincia è da sempre un'isola felice per il Movimento 5 Stelle. La ricchezza di professionalità e proposte dei nostri consiglieri comunali e dei nostri attivisti, l'energia che ha contraddistinto il nostro impegno in politica e la passione che abbiamo dimostrato in questi anni sono il manifesto di quello che il Movimento 5 Stelle può fare al timone di Andria e della Puglia», ha sottolineato la consigliera regionale Grazia Di Bari (M5S).

Poi l'affondo sulle regionali. «Parlano tutti di territorio, eppure nei giorni in cui Fitto viene nella provincia BAT snobba spesso Andria. E non parliamo di Emiliano, che non si scomoda a venire qui. Del resto, lo ha già dimostrato visti i tagli alla sanità e il fallimento sull'agricoltura. Andria viene difesa solo dal Movimento 5 Stelle», ha detto Grazia Di Bari (M5S).

«Ecco perché chi parla di voto disgiunto o di necessità che Antonella si faccia da parte è un irresponsabile, è in malafede ed è soprattutto offensivo nei confronti del Movimento 5 Stelle pugliese, che in questi anni è stato propositivo e ha fatto gli interessi dei pugliesi. Il Movimento 5 Stelle non ha nominato un uomo di destra al vertice di Arpal, lo ha fatto la sinistra. I grillini non hanno messo in palio posti in lista a gente che votava Fitto, lo ha fatto la sinistra. Antonella Laricchia non ha nominato un uomo di destra al vertice di AQP, lo ha fatto Emiliano», ha concluso Grazia Di Bari.