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In risposta al Presidente Putamorsi il M5S sostiene che le cave all’intimo del Parco debbano essere chiuse, tutto il resto è solo una presa in giro.

di  Redazione web

E’ abberrante e molto grave quello che ha dichiarato Putamorsi, ovvero che le aree estrattive sono state inserite nel Parco senza “mai” fare una “seria indagine” sulla loro compatibilità ambientale rispetto ai luoghi” e “senza uno straccio di ricerca scientifica” vorrei capire come è possibile che si continui ad asserire la loro ecosostenibilità e ci si permetta invece di imputare di stupidità chi denuncia questa condizione da anni, ora resa ancor più palese dalle parole del Presidente del Parco.

E’ un pesantissimo aspetto che delinea la responsabilità di tutti coloro che hanno rilasciato concessioni e autorizzazioni o che non hanno fatto controlli e approfondimenti in tutti questi anni.

Putamorsi però sono molti anni che ricopre la carica di Presidente del Parco regionale e ha quindi visto avanzare lo scempio delle nostre montagne, i fiumi morire ecologicamente sotto l’insulto della marmettola sversata, vette e crinali aggrediti, abbassati e modificati, intercettazione delle vene d’acqua, eppure sono stati concessi nuovi nulla osta, persino di fronte a palesi violazioni delle prescrizioni: il letto del corso d’acqua prospiciente Cava Fondone e il vicino sentiero CAI, ad modello, sono invasi dagli scarti di lavorazione, che dal 2014 sarebbero dovuti essere rimossi. E’ davvero legittimo tutto questo?

Crediamo che i danni dovuti a questi atteggiamenti siano sotto gli occhi di tutti: quando le precipitazioni sono forti e abbondanti dove e come passerà l’acqua? E’ chiaro ai cittadini perché tratti del letto del Frigido si sono innalzati anche di 2,5 metri e dobbiamo spendere milioni di euro per elevarne gli argini, ad modello?

La difesa delle attività agricole, silvo pastorali e turistiche presenti e potenziali all’intimo del Parco è una finalità statutaria del Parco stesso eppure non risulta che ci siano stati investimenti seri e costanti ad modello per quanto riguarda l’Orto Botanico e mi chiedo quale possa essere la ratio di una pesante multa, in tempo di ristrettezze Covid, ad un’associazione presente da anni come presidio per la conservazione e valorizzazione dell’offerta turistica, per le deiezioni di 6 equini che si è deciso siano più impattanti di quelle di tutti gli altri animali, dai bovini che sino a poco tempo fa erano presenti, ai lupi, mufloni e persino ai cinghiali.

I guardiaparco su cui il Parco ha investito sembra siano solo 4, ci spiega il Presidente Putamorsi come farà a concretizzare la tutela e valorizzazione del Parco, in nome di questa sua nuova coscienza ambientale, richiesta dallo Statuto e per cui è stato pagato in tutti questi anni?