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Le due consigliere Martinangeli e Palma sostengono che si tratti di una misura storica contro la povertà e, riferendosi ad una battuta della sindaca di Ancona Valeria Mancinelli, che i cittadini meritino più rispetto

SENIGALLIA – Il ricavo di cittadinanza? Una misura contro la povertà e per la dignità dei cittadini che finora erano invisibili alla politica. Questa la posizione delle consigliere M5S di Senigallia sulla misura varata dal governo dopo la battuta sui volontari da usare nel progetto al porto dorico della sindaca di Ancona da cui prendono le distanze.

Una «battuta incommentabile» a cui Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma fanno seguire alcuni dati sulla povertà nella nostra area. L’Istat, nel 2017, ha stimato “in povertà assoluta 1 milione e 778 mila famiglie residenti in cui vivono 5 milioni e 58 mila individui” e cresce l’incidenza di povertà assoluta per famiglie e singoli individui.

«Stando alle stime ufficiali – dichiarano Martinangeli e Palma – solo nella nostra Regione avranno diritto di essere inseriti nel tragitto del Reddito di cittadinanza 49.000 famiglie, di cui 16.000 solo nella provincia di Ancona. In questo contesto si è inserito l’articolo 1 del decreto 4/2019, che ha istituito il ricavo di cittadinanza.

Da alcuni anni «abbiamo tutti assistito ad un impoverimento costante delle nostre famiglie, ai tagli su tutto ciò che è sociale, all’aumento vertiginoso della disoccupazione che ha toccato quasi il 13%, oltreché alla precarizzazione del lavoro. Per chi come molti di noi – continuano le due consigliere senigalliesi – ha creduto che una inversione di rotta nelle politiche economiche e sociali del nostro Paese fosse possibile, che neppure uno dovesse essere lasciato indietro, per chi ha voluto perseguire la strada del cambiamento, il 6 marzo 2019 (la data del “varo” del ricavo di cittadinanza, Ndr) ha segnato lo spartiacque tra il passato ed il futuro».

«Quei cittadini che hanno subito sulla propria pelle le aggressive politiche economiche e sociali perseguite negli ultimi anni dai governi e che sono rimasti fino ad oggi invisibili alla politica, mostrano ora l’orgoglio di richiedere la restituzione della loro “dignità” di cittadini, dichiarandosi pronti ad assumere tutti gli oneri e gli obblighi previsti dalla legge. Nessuno deve essere lasciato indietro – concludono le consigliere del M5S senigalliese: il rispetto, pur nella diversità, è alla base di ogni coesione sociale».