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Il ministro e la carta dell'Iva per fronteggiare le promesse dei partiti

del Movimento sulle nomine a Montecitorio, che spianano la strada all’abolizione dei vitalizi e, chissà, anche a qualche taglietto alle indennità dei parlamentari. «È un po’ come avere l’amministratore delegato della Camera» è la battuta che gira tra gli onorevoli pentastellati, non appena dalle urne esce il responso che aspettavano: il questore anziano di Montecitorio, che ha il potere maggiore sulle «casse» dell’istituzione, è uno di loro. Riccardo Fraccaro, appunto, che ha preso 47 voti più dei deputati del suo gruppo. Voti della Lega probabilmente, il che autorizza i berlusconiani a sospettare «strane convergenze a voto segreto» in favore dei «gialli» guidati da Di Maio.