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M5S, le gaffe sulle candidature
Lascia l’ammiraglio eletto con il Pd

Un ex renziano contro il leader dem. Di Maio: confronto con tutti in tv

A rovinare lo show arriva la defezione dell’ammiraglio Rinaldo Veri, primo a presentarsi al Tempio di Adriano e primo a ritirarsi precipitosamente, dopo aver confessato il reato più grave per un M5S, ovvero far politica in alleanza con il Pd. Eppure i 5 Stelle avevano organizzato una presentazione in grande stile dei candidati all’uninominale. Con Luigi Di Maio gran cerimoniere, slide in quantità e breve discorso motivazionale. Là dove Walter Veltroni annunciò mestamente di lasciare la guida del Pd, il capo politico dei 5 Stelle rende noti i nomi dei candidati e si prepara alle sfide sul territorio. Una parata di militari, professionisti, imprenditori, docenti universitari, cervelli in fuga, attori e sportivi. Pochi rischiano di riuscire a passare le forche caudine dei collegi, ma secondo i dati M5S porteranno il 6 per cento in più di consensi. Di Maio, al quale è stato spesso rimproverato di non avere né esperienza né laurea, si mostra orgoglioso della squadra: «Ora vi voglio vedere a chiamarci incompetenti. Qui ci sono tutte le eccellenze, le energie migliori del Paese». Pochi si sono autoproposti, molti sono stati reclutati all’ultimo minuto dai coordinatori regionali del Movimento che hanno cercato, non sempre riuscendoci, di implicare esponenti del territorio noti e competenti.