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Martina: «Accordandosi con Berlusconi M5S ha perso l’innocenza»

Il reggente del Pd: «Potenzialmente si prefigura una maggioranza». «Spesso queste forze si sono anche insultate, predicando l’assoluta distanza»


«Abbiamo assistito a un fatto politico che prefigura potenzialmente una maggioranza. Nei prossimi passi capiremo se si tradurrà in una sfida di governo».


«Ora dovranno spiegare su quali basi programmatiche pensano eventualmente di fare un governo. Per anni i 5 Stelle hanno armato una propaganda frontale contro il centrodestra, il quale invece ha provato a raccontare una distanza dai grillini che, con Salvini, è stata superata. Ora finiscono alibi e ambiguità. Gli antichi simboli sono caduti, l’antiberlusconismo del M5S e la rappresentazione che Forza Italia dava di loro».


«C’è molta incoerenza. Spesso queste forze si sono anche insultate, predicando l’assoluta distanza. Adesso si sono divise gli incarichi istituzionali con trattative nottetempo, secondo un modello da Prima Repubblica. Per i 5 Stelle è la perdita dell’innocenza, perché hanno siglato un’intesa con Berlusconi».


«Quando si elegge un presidente è doveroso il rispetto istituzionale. E se cita un tema valoriale fondamentale come l’antifascismo, è normale che scatti un applauso corale».


«È giusto segnalare le contraddizioni avute su temi importanti. Ora l’auspicio è che possano assolvere pienamente ai ruoli di garanzia che competono alle loro cariche. Ho rispetto per la seconda carica dello Stato e per il nuovo presidente della Camera, auguro loro buon lavoro».


«Certo, per le politiche e per le scelte che potrebbe fare in Italia e in Europa ».


«I rapporti di forza sono quelli determinati dal voto. Noi vogliamo rimanere coerenti con i nostri impegni, siamo minoranza parlamentare e ci prepariamo a ripartire uniti. La vera sfida è preparare bene l’alternativa di centrosinistra e incalzare sulle loro grandi contraddizioni».


«Come stanno insieme il ricavo di cittadinanza e la flat tax, l’europeismo di un pezzo di FI e le barricate di Salvini? Sono programmi da oltre cento miliardi, chi paga? Questa potenziale maggioranza ambigua la dobbiamo sfidare sul terreno della concretezza».


«No, non tocca a noi. E sulle Camere abbiamo cercato di porre la sfida della massima collegialità, ma loro hanno preferito piegare sui rapporti di forza numerici».


«I nomi li vedremo, quel che è certo è che il Pd proporrà personalità di rilievo».


«Faremo un lavoro collegiale e toccherà ai gruppi indicare i candidati per alcuni ruoli. Ma ricordo che non siamo ancora in presenza di una maggioranza di governo».


«Usciamo da queste categorie, io non ragiono così. Dobbiamo dare ai gruppi lo spazio di una discussione che ci porterà a buone soluzioni».


«Certe caricature sono distanti dai processi reali che vogliamo animare insieme».


«Gli siamo grati per il lavoro serio e autorevole che ha fatto. Sarà ancora una risorsa preziosa, per il Pd e per l’Italia».


«Adesso il mio compito è portare il Pd fino all’assemblea, poi ragioneremo. Di certo, se verrà fatta, non sarà una scelta particolare, ma un ragionamento di squadra».