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Gentiloni: «Nessun Paese è al sicuro, ma non ci arrendiamo al terrorismo»

I sondaggi da tempo dicono che il Movimento 5 Stelle è potenzialmente in grado di raccogliere un ampio consenso trasversale tra elettori che nel passato hanno sostenuto partiti tanto di destra quanto di sinistra, distribuiti su diverse classi sociali e fasce di età (con una certa prevalenza tra i giovani). In sostanza, si tratta di persone insoddisfatte del modo in cui le istituzioni democratiche funzionano e rispondono ai problemi della gente comune. E ormai irrimediabilmente diffidenti nei confronti della classe politica, considerata incapace e corrotta. Un elettorato dunque che condivide un’idea di fondo che, per quanto semplice, coglie un punto sostanzialmente vero: la necessità di cambiare marcia, di provare una strada nuova rispetto ad un passato spilorcio di soddisfazioni. È la stessa spinta che ha sostenuto il Renzi rottamatore, che ha permesso a Trump di vincere contro tutte le previsioni, che ha spinto il popolo inglese a votare per la Brexit.

un sindaco, partecipino poche centinaia (qualche volte poche decine) di internauti. Né è importante che l’elettore 5S pratichi in prima persona la partecipazione possibile. A contare è il «mito» che tutto ciò esprime: liberarsi della mediazione partitica come via per riuscire finalmente ad abbattere «la casta». Utilizzando la Rete come infrastruttura sociale, l’organizzazione del M5S è del tutto omologa a quella dei social. Il secondo moltiplicatore è la figura del capo politico, posto riservato al fondatore Beppe Grillo che nel comunicato politico n.53 si è autodefinito come «garante» — cioè decisore in ultima istanza su una serie di questioni e dichiaratamente estraneo all’agone elettorale. Un tale modello introduce qualche cosa di nuovo nei sistemi politici occidentali: una sorta di «istanza superiore» di giudizio. Se mi si permette un riferimento religioso: un conto sono i politici in carne e ossa, che «incarnano» il Movimento e che più o meno fedelmente ne seguono l’ispirazione; un conto è Colui che sta «in cielo» e che ha un potere insindacabile di intervento allo scopo di evitare le degenerazioni tipiche dei partiti, assicurando la fedeltà agli obiettivi (per forza di cose molto generici) del Movimento.

su qualsiasi soluzione e di espulsione nei confronti degli eletti (e in futuro dei ministri?) — come concretamente dimostra la continua guerriglia di questi anni tra Grillo e il suo gruppo parlamentare. Il tutto tenuto insieme in forma dinamica dalla Rete su cui aleggia uno «spirito» che soffia dove vuole. Rete e capo politico — muovendo immaginari profondi — si pongono come soluzione ai problemi delle democrazie avanzate e che neppure uno, in Occidente, sa bene come risolvere. Così, ancora una volta, l’Italia si conferma un laboratorio, dove si esplorano innovazioni capaci di diffondersi anche all’estero (vedi Berlusconi con Trump). Al di là della cronaca politica, sono queste le ragioni che spiegano perché, al punto in cui siamo della nostra intricatissima vicenda politica, la questione dei 5S va presa sul serio. A spingere verso il successo elettorale del movimento guidato da Grillo sono immaginari profondi, molto potenti. Chi si vuole opporre a questa proposta, mediti dunque attentamente sulle proprie mosse e sui contro-immaginari che esse alimentano.