M5S News

Sulla Lamborghini Huracàn GT3 Dalla pista reale a quella virtuale

«Oggi un po’ di problemi», scrive in chat. Alle 9,45 di ieri mattina Andrea Mazzillo, assessore al Bilancio del Comune, dribbla i cronisti per entrare, come sempre, a lavoro in Campidoglio. La solita routine, insomma, nonostante una settimana di tensioni assortite, dalle uscite sui giornali alla lavata di capo di Raggi martedì in un lungo vertice notturno. Si andrà avanti in un clima di sopportazione reciproca per un paio di mesi, almeno fino al 30 settembre. Giusto il tempo di far approvare il bilancio consolidato di Roma Capitale e rispondere alla lettera con cui il Mef eccepisce sul piano approvato dal Campidoglio per il stipendio accessorio dei dipendenti capitolini, successo esibito con orgoglio dalla giunta grillina.

davvero, sempre che la condizione non precipiti prima. Troppo pesante la scomunica piombata sul 42enne Mazzillo da Casaleggio dopo quelle uscite contro la sua stessa giunta, che sono valse al commercialista di Equitalia (in aspettativa) l’accusa di essere non un tecnico, ma un politico a tutti gli effetti. E la stessa espressione sul «azzardo dissesto» del Comune in relazione al buco nero in Atac è stata ritenuta un calcolo politico. «Ha potuto fare la voce grossa, adesso fare a meno dell’assessore al Bilancio sarebbe un suicidio. E trovarne un altro in tempi così brevi impossibile», commentano alcuni dirigenti capitolini uscendo dagli Uffici.

in una bolla metafisica che lo rende, come ieri, presente nel suo ufficio eppure assente dal disegno del Campidoglio. Mollato un po’ da tutti, dai consiglieri che non gli perdonano il conflitto aperto con l’anima milanese del Movimento fino al vicesindaco Luca Bergamo, uno che in comune con Mazzillo ha la radice politica. Prima si parlava dei due come ala sinistra del Comune, da martedì non più perché anche chi gli stava vicino non ha gradito le modalità con cui ha lasciato la delega al Patrimonio. «Ha rimesso una delega che non ha mai esercitato visto che l’ha girata da subito ad uno del suo staff», dicono in Comune.

di Daniele Frongia e quindi coordinatore del tavolo cittadino M5S sul Bilancio. Durante la campagna elettorale che ha sancito la vittoria 5 Stelle a Roma, Mazzillo è stato tesoriere di Virginia Raggi. Poi la nomina al Bilancio, lo scorso 30 settembre insieme all’avversario di oggi Massimo Colomban. Un passaggio che Mazzillo commentò con candore: «Non voleva farlo neppure uno». Ma, forse, faceva già politica.