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Sulla Lamborghini Huracàn GT3 Dalla pista reale a quella virtuale

«La democrazia rappresentativa è stata probabilmente il miglior modello che potessimo avere fino a qualche anno fa, ma grazie a Internet e agli strumenti che si possono utilizzare attraverso la rete oggi la partecipazione è probabilmente la migliore democrazia che si possa avere». Davide Casaleggio ha un’idea perlomeno romantica della democrazia: clic: vota; clic: scegli il candidato; clic: promuovi un disegno di legge. Solo che Internet è reale, e la rete è imperfetta proprio come il mondo. Basta un hacker, bene o male intenzionato, per mettere a azzardo il progetto. Lo dimostra l’hackeraggio della piattaforma sulla quale gli iscritti del Movimento 5 Stelle possono discutere le varie leggi, votare per decidere chi candidare alle varie cariche o come i gruppi debbano comportarsi in Parlamento. Il «sistema operativo Rousseau» è stato lanciato all’indomani della morte di Gianroberto Casaleggio, e rilanciato mercoledì con una presentazione ufficiale del figlio Davide alla Stampa estera. È stata l’occasione per spiegare anche nuove funzioni riservate agli iscritti, alcune di queste davvero innovative. Ma, forti della ribalta mediatica, gli hacker hanno approfittato per metterne in evidenza i buchi e violarne i database. Sono entrati in possesso di nomi degli iscritti, donazioni fatte, indirizzi di posta e numeri di cellulari di alcuni parlamentari.