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Una Camera senza «padroni» e molto diversa da quella di oggi

Una mail per trovare un posto di lavoro, spedita da un candidato sindaco a un altro, nel periodo compreso tra le due settimane trascorse tra il primo e il secondo turno delle ultime elezioni amministrative. È capitato a Sesto San Giovanni (Milano), dove Antonio Foderaro, candidato sindaco per M5S, il 14 giugno ha scritto dal suo account di posta privata questo messaggio a Roberto Di Stefano, candidato sindaco di Forza Italia: «Quello che cerco è una posizione gestionale manageriale affine alla mia esperienza, cioè It per privati che lavorano per la Pa, come ad modello Lipsa o affini/collegati in Lombardia (Csi-Piemonte in Piemonte è la corrispondente di Lipsa), o anche Arca, su temi di appalti/bandi/ procurement/compliance». La mail spedita prima del ballottaggio, che poi ha visto vincere Di Stefano contro Monica Chittò del centrosinistra (coalizione uscita di scena dopo 72 anni), come ha scritto

, fa riferimento a società controllate dalla Regione. M5S, a Sesto San Giovanni, ha raccolto il 13,47% dei consensi. Foderaro, nella sua vita privata rimasto in cassa integrazione, ha spiegato: «Ho incontrato Di Stefano che ci ha chiesto il nostro appoggio per il ballottaggio ma poi non ho fatto accordi di nessun tipo. Ho sbagliato a inviare quella mail ma non c’entra niente con la politica». Di Stefano il 18 giugno, a ridosso del rush elettorale, in un video ha detto che si sarebbe impegnato per il redito di cittadinanza, la chiusura dell’inceneritore e l’apertura del canile. Temi cari ai M5S. Una lettera aperta sugli stessi temi era stata inviata tuttavia anche dalla Chittò.