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Le sfide tra i Cinque Stelle per i collegi migliori

Anzitutto Milano. Luigi Di Maio lancia ufficialmente la campagna elettorale dei Cinque Stelle dal blog («Sarà un rally», dice, spiegando che è una corsa in cui «si va avanti anche di notte, con le intemperie») e lo fa dal capoluogo lombardo, che finisce per essere il centro gravitazionale — almeno in questa prima fase — di quella che tra i pentastellati viene definita come «la campagna del Nord». Il Movimento vuole aprirsi, attrarre consensi, agire da formazione «moderata». Non a caso il vicepresidente della Camera ha deciso di iniziare il suo tour da una delle Regioni chiave del Paese, sia livello economico sia in termini elettorali. Interlocutori e toni segnano una svolta. Di Maio nei giorni scorsi ha fatto un accenno alla «rivoluzione liberale» berlusconiana («La faremo noi ed è la prima volta che la proponiamo») e ieri ha precisato ancora: «So bene che in molti casi ci avvicineremo a persone che hanno una posizione critica nei nostri confronti; voglio parlare soprattutto con loro e confrontarmi». Un passo necessario nei confronti di quell’ala del Movimento che in passato ha mal digerito l’avvicinamento la mondo economico-finanziario.