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Le sfide tra i Cinque Stelle per i collegi migliori

Pino Pisicchio la chiama, con humour e disincanto, «dark room». È stato lui a volerla, insieme alla vicepresidente della Camera Marina Sereni. Che sospira: «Vien da ridere a dirlo, ma è stata una rivoluzione. Non è niente di che, ma per farla c’è voluta una congiuntura astrale favorevole». Al Senato gli astri, evidentemente, hanno remato contro. A Montecitorio da ieri la stanza dei lobbisti è operativa, controllata a vista da un nugolo di commessi: una gabbia dorata, con divanetti, pc e password «lobb2017», che dovrà contenere l’esuberanza del piccolo esercito di «portatori di interessi», solito pattugliare la Sala Mappamondo o ildel quarto piano della Commissione bilancio. L’obiettivo è normalizzare e sterilizzare quello che altrove è considerato fisiologico. E che in Italia ha da sempre un fumus acre di sospetta contiguità con pratiche illegali.